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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Cassano, trenta colpi contro la coppia: indagini verso la Dda

Damiano Pepe, ferito nell’agguato costato la vita a Silvana Sibarelli, è stato ascoltato in ospedale mentre i carabinieri cercano immagini decisive

La pista mafiosa appare al momento quella privilegiata per l’agguato avvenuto nella tarda serata di venerdì in contrada Lattughelle, a Cassano allo Ionio. Il fascicolo, seguito dai carabinieri di Cosenza e della Compagnia di Cassano, potrebbe passare già domani alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

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Trenta spari e un possibile movente mafioso

A colpire la coppia sarebbero stati due sicari, che avrebbero utilizzato armi lunghe per esplodere circa trenta colpi. Tra queste potrebbe esserci stato anche un kalashnikov, secondo gli elementi raccolti finora dagli investigatori.

Nell’attacco è morta Silvana Sibarelli, 60 anni. Il compagno Damiano Pepe, 64 anni, è invece rimasto ferito. Pepe è considerato dagli inquirenti un esponente di rilievo della criminalità organizzata nella Sibaritide: proprio le modalità dell’azione e il profilo dell’uomo rafforzano l’ipotesi di un delitto riconducibile agli ambienti mafiosi.


Pepe ascoltato in ospedale

Il ferito si trova ricoverato all’ospedale di Cosenza, dove viene sorvegliato per motivi di sicurezza. Nonostante le lesioni provocate dai diversi proiettili, è vigile e ha ricevuto la visita di alcuni familiari.

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Gli investigatori avrebbero già raccolto la sua testimonianza. Le informazioni fornite dal 64enne potrebbero contribuire a chiarire la dinamica dell’attacco, a individuare il movente e a ricostruire l’identità degli esecutori.


Le telecamere possono sbloccare il caso

Nel frattempo i carabinieri stanno esaminando i filmati delle telecamere presenti nell’area di contrada Lattughelle. L’obiettivo è trovare immagini utili a definire una direzione precisa per gli accertamenti.

Le registrazioni potrebbero aiutare a ricostruire gli spostamenti degli attentatori prima e dopo la sparatoria. L’inchiesta resta per ora coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, in attesa dell’eventuale trasmissione degli atti alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

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