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Cronaca 2 min di lettura43 min fa

Caso Resinovich, il Dna sconosciuto riapre i dubbi sulla scena

Gli esperti hanno rilevato materiale genetico maschile sugli abiti di Liliana e su un sacco, escludendo invece il terreno del ritrovamento dalle suole delle scarpe.

Un profilo genetico maschile, attribuito allo stesso uomo non identificato, è stato individuato in due punti legati al ritrovamento di Liliana Resinovich: sui suoi jeans e su uno dei sacchi neri utilizzati per avvolgere il corpo. Gli accertamenti saranno esaminati durante l’udienza fissata a Trieste per il 30 ottobre.

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Il Dna compare su jeans e sacco

Liliana Resinovich era scomparsa il 14 dicembre 2021. Il cadavere venne rinvenuto il 5 gennaio nei boschi dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste, e proprio sulle circostanze della morte si concentrano gli approfondimenti disposti dal giudice per le indagini preliminari.

Le tracce rilevate appartengono a un uomo ancora sconosciuto e risultano compatibili tra loro, secondo quanto emerso dal lavoro dei periti. Una parte del materiale genetico è stata trovata sui pantaloni della donna, mentre l’altra si trovava su uno dei sacchi neri che contenevano il corpo. Il significato di questi elementi sarà discusso in aula insieme agli altri risultati dell’indagine tecnica.


Le suole non portano il terreno

Gli esperti hanno inoltre verificato la presenza di residui sulle calzature indossate da Liliana. Dall’analisi è emerso che sulle suole non si trovano tracce del terreno presente nel punto in cui il corpo fu scoperto.

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Questo dato rientra tra i quesiti sottoposti dal giudice ai periti e sarà valutato nel quadro complessivo degli accertamenti. Le verifiche non hanno quindi individuato, sulle scarpe, il materiale riconducibile al luogo del ritrovamento.


Un contatto tra gli indumenti

Un ulteriore risultato riguarda i vestiti di Sebastiano Visintin, marito della vittima. Gli specialisti hanno stabilito che il giubbotto indossato dall’uomo il giorno della scomparsa di Liliana entrò in contatto diretto con il giubbotto e con la borsa della donna.

Anche questo elemento sarà portato all’attenzione dell’udienza del 30 ottobre, nella quale verranno discussi gli esiti delle analisi e le risposte fornite dai periti ai quesiti formulati dal giudice di Trieste.

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