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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Caso Poggi, Sempio rilancia: «Nessuna prova contro di me

Mentre la Procura generale esamina gli atti sulla condanna di Alberto Stasi, l’indagato interviene sul caso e torna a parlare dell’impronta 33.

Andrea Sempio ostenta sicurezza proprio mentre la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi torna a muoversi. Le dichiarazioni rilasciate a Quarto Grado si intrecciano con un’intercettazione nella quale la madre dell’indagato sostiene che «Stasi ha mentito».


Sempio punta sull’udienza preliminare

Secondo Sempio, l’inchiesta potrebbe arrivare rapidamente a un primo passaggio decisivo davanti al giudice. L’indagato ha infatti sostenuto che la vicenda «Finirà tutto in udienza preliminare», mostrando di non ritenere probabile un processo costruito su elementi solidi a suo carico.

Nel corso dell’intervento televisivo ha inoltre ribadito di non vedere prove capaci di collegarlo all’assassinio di Chiara Poggi. La sua posizione resta quindi quella di chi respinge l’accusa e contesta il peso attribuito agli elementi raccolti dagli investigatori.

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L’impronta 33 resta al centro

Tra i punti richiamati da Sempio c’è anche l’impronta numero 33. L’indagato ha affermato che il reperto «Non è riconducibile a nessuno», mettendo così in dubbio la possibilità di usarlo per identificare una persona precisa.

Intanto, gli atti preparati in vista della revisione della condanna di Alberto Stasi sono già stati trasmessi alla procuratrice generale Francesca Nanni. Spetterà a lei esaminarli e stabilire quali conseguenze giuridiche possano produrre, mentre sullo sfondo resta l’ipotesi che il nuovo materiale possa condurre Sempio davanti alla giustizia per l’omicidio di Chiara Poggi.

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