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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Caso Pasolini, la Procura torna a indagare dopo 51 anni

Un nuovo testimone potrebbe chiarire chi fosse con Pelosi all’idroscalo di Ostia nella notte dell’omicidio

La Procura di Roma ha avviato una nuova indagine sulla morte di Pier Paolo Pasolini, ucciso a Ostia 51 anni fa.

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La reazione di Ilaria Cucchi

Per la senatrice di Avs Ilaria Cucchi, l’iniziativa giudiziaria rappresenta un fatto positivo. La parlamentare ha ricordato di avere presentato, insieme ad altri esponenti dell’opposizione, un disegno di legge per creare una commissione parlamentare d’inchiesta monocamerale.

L’obiettivo indicato da Cucchi è ricostruire la vicenda e arrivare a una verità storica sull’omicidio dello scrittore, per il quale da anni rimangono aspetti da chiarire. “È una buona notizia”, ha commentato la senatrice parlando della nuova indagine.


Le tracce genetiche mai attribuite

Tra gli elementi già esaminati figurano cinque tracce di Dna rilevate sugli abiti indossati da Pasolini quella sera. Gli accertamenti dei carabinieri del Ris, eseguiti nel 2010, non permisero però di associare quei profili a persone precise.

Nel 2023 la Procura aveva respinto una richiesta di ulteriori verifiche, giudicando gli elementi disponibili non abbastanza solidi per riaprire il procedimento. Il provvedimento richiamava le numerose attività investigative già svolte e considerava gli spunti presentati troppo generici o privi di un collegamento diretto con l’omicidio.


Il nuovo testimone

La novità alla base dell’attuale iniziativa è la presenza di una persona informata sui fatti che potrebbe contribuire a ricostruire l’ambiente in cui maturò l’aggressione. Il suo eventuale contributo potrebbe aiutare a verificare se quella notte Pino Pelosi fosse accompagnato da qualcun altro.

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La richiesta è stata integrata dall’avvocato Stefano Maccioni, che oggi affianca l’Ordine dei giornalisti del Lazio, il regista David Grieco e lo scrittore Giovanni Giovannetti. L’inchiesta è stata assegnata alla pm Silvia Santucci.


Le richieste alla Procura

Una prima domanda di riapertura era stata esaminata nel novembre dell’anno scorso, dopo precedenti rigetti nel 2016 e nel 2023. Nell’integrazione depositata a maggio, Maccioni ha sostenuto che i nuovi dati debbano essere considerati insieme e ha invitato chi possiede informazioni a riferirle agli investigatori.

La documentazione comprende anche le dichiarazioni di Maurizio Abbatino, ex esponente della Banda della Magliana, sul possibile movente. In particolare, quelle indicazioni riguardavano le pellicole di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, sottratte a Pasolini.


La condanna di Pelosi

Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva Pino Pelosi, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. La pena stabilita fu di 9 anni e 7 mesi; Pelosi è morto nel 2017.

Pasolini venne ucciso all’idroscalo di Ostia nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. La nuova attività giudiziaria dovrà verificare il peso degli elementi emersi e accertare, in particolare, chi fosse eventualmente presente insieme a Pelosi.

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