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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Caso Mps-Mediobanca, sulle chat di Sala il Senato prende tempo

I pm milanesi puntano alle conversazioni dell’ex dirigente del Tesoro con nove parlamentari, ma Palazzo Madama chiede ulteriori spiegazioni e rallenta l’iter

La richiesta della Procura di Milano di esaminare alcune conversazioni di Marcello Sala si scontra con un nuovo passaggio istituzionale. Il Senato ha infatti domandato ulteriori chiarimenti ai magistrati, allungando i tempi dell’accesso alle chat legate all’inchiesta sulla scalata a Mediobanca.

Nel materiale interessato figurano anche scambi tra l’ex dirigente del Mef e nove parlamentari, tra i quali il ministro Giancarlo Giorgetti. Per procedere, i pm devono ottenere una forma di autorizzazione preventiva da parte delle Camere coinvolte.


Palazzo Madama rinvia la decisione

La vicenda si trascina da mesi e contrappone la Procura milanese ai parlamentari di Camera e Senato. L’ultimo intervento del Senato non chiude il caso, ma introduce una nuova richiesta di precisazioni rivolta agli inquirenti.

Il passaggio comporta quindi un ulteriore rinvio prima che gli investigatori possano accedere alle conversazioni di Sala. La valutazione parlamentare resta al centro della procedura, mentre l’indagine prosegue sul fronte della scalata a Mediobanca.

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Le chat al centro dell’inchiesta

Le conversazioni sono quelle dell’ex dirigente del Tesoro Marcello Sala, coinvolto nella vicenda dopo il sequestro del suo telefono. Tra i suoi interlocutori, secondo le informazioni disponibili, ci sono nove esponenti del Parlamento, incluso Giorgetti.

Il testo della richiesta e le ragioni specifiche che hanno portato i pm a puntare su quelle comunicazioni emergono nel prosieguo dell’inchiesta. Per ora, il nodo resta l’autorizzazione parlamentare necessaria a consultare messaggi che coinvolgono membri delle Camere.

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