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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Caso Mollicone, il Ris sostiene l’ipotesi dell’urto alla porta

Rosario Casamassima ha illustrato in aula le tracce trovate sui nastri che avvolgevano testa e capelli della vittima

Le analisi del Ris hanno sostenuto in aula l’ipotesi che la testa di Serena Mollicone abbia colpito la porta degli alloggi nella caserma di Arce. La ricostruzione è stata presentata venerdì 30 ottobre nel processo di appello bis sul delitto del 2001.

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La posizione della difesa

L’avvocato Fabio Quadrini, che assiste gli imputati, ha contestato le conclusioni del consulente della Procura generale. Secondo il legale, il luogotenente Rosario Casamassima avrebbe modificato la lettura dei fatti rispetto a precedenti dichiarazioni.

«Abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di adattare i fatti alla teoria e non la teoria ai fatti», ha detto Quadrini. La difesa sostiene inoltre che Serena non abbia urtato la porta e che quella struttura non possa essere considerata il mezzo con cui sarebbe stata provocata la lesione.


Le tracce sui nastri

Durante l’udienza, Casamassima ha riferito che gli accertamenti hanno riguardato 25 frammenti di legno rinvenuti sul nastro adesivo avvolto intorno alla testa e ai capelli di Mollicone. Sui reperti erano presenti anche tracce di resina e colla.

Il consulente ha escluso che gli elementi potessero essere arrivati sui nastri per contaminazione. In particolare, ha spiegato che cinque frammenti lignei erano collocati proprio tra il nastro e i capelli della ragazza. Tra i materiali individuati figurava anche un residuo di vernice riconducibile alla caldaia dell’alloggio della caserma.

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Il quadro del processo

«Le indagini tecnico-scientifiche supportano l’ipotesi che la testa di Serena Mollicone abbia impattato con la porta degli alloggi della caserma di Arce», ha dichiarato Casamassima, consulente della Procura generale e luogotenente del Ris di Roma.

Per gli avvocati della famiglia Mollicone, Antonio Iafrate e Federica Nardoni, i reperti rafforzano l’accusa secondo cui Serena sarebbe entrata nella caserma senza poi uscirne. I legali hanno richiamato anche la presenza della vernice della caldaia, indicandola come un elemento che collocherebbe la ragazza nell’alloggio.

Nel procedimento sono imputati Franco Mottola, già comandante della stazione di Arce, la moglie Annamaria e il figlio Marco. Il corpo di Serena Mollicone fu ritrovato in un’area boschiva di Fonte Cupa.

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