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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Caso Cella, tre richieste di pena e nuove indagini sulla clinica

La Procura di Torre Annunziata ha chiesto condanne per tre medici: il giudice deciderà il 2 ottobre sulla morte della 37enne Vanessa Cella.

La famiglia di Vanessa Cella ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Procura di Torre Annunziata, definito dal legale «di elevata professionalità» per la ricostruzione delle circostanze che portarono alla morte della donna. Il processo si è sviluppato attraverso venti udienze, con l’esame di quindici testimoni e undici medici indicati dalle parti.

Il procedimento, avviato il 9 settembre 2023, è ormai arrivato alle battute finali. La decisione del giudice Antonio Fiorentino è prevista per il 2 ottobre.


Tre imputati, pene diverse

Durante la requisitoria, la pm Marianna Ricci ha sollecitato una condanna a tre anni e sei mesi per l’anestesista, a tre anni per il chirurgo e a due anni e sei mesi per il direttore sanitario della struttura.

La pubblica accusa ha inoltre chiesto che la documentazione venga inviata agli inquirenti per approfondire la gestione della Casa di cura Santa Maria la Bruna di Torre del Greco, dove si verificò il decesso. Il collegio difensivo e il giudice dovranno ora confrontarsi con le conclusioni dell’accusa prima della pronuncia.

L’avvocato di parte civile Enrico Ricciuto, al termine del proprio intervento, ha domandato che un’eventuale sospensione della pena sia subordinata al completo risarcimento dei familiari. La richiesta è stata formulata nell’interesse dei parenti della vittima.

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L’ultimo intervento non bastò

Vanessa Cella aveva 37 anni quando, il 26 marzo 2022, morì nella casa di cura del Napoletano. In precedenza era stata sottoposta a tre operazioni di chirurgia estetica eseguite una dopo l’altra.

Gli esami medico-legali svolti nella fase investigativa hanno collegato il decesso a un’asfissia provocata dall’ingresso di sangue nelle vie respiratorie. La paziente non riprese conoscenza dopo l’anestesia, nonostante i ripetuti tentativi del personale di rianimarla.


L’inchiesta sulla struttura

Dopo la morte della donna, gli investigatori iscrissero inizialmente cinque medici nel registro degli indagati. Il procedimento si è poi concentrato sulle responsabilità contestate alle tre figure sanitarie per le quali la Procura ha avanzato le richieste di pena.

Parallelamente, l’ufficio del pubblico ministero ha chiesto di valutare ulteriori accertamenti sul funzionamento della clinica. Sarà il giudice Antonio Fiorentino a stabilire, con la sentenza attesa il 2 ottobre, gli eventuali profili di responsabilità penale.

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