5.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di letturaieri

Casa, la svolta di Sánchez: tutela anti-sfratto fino al 2030

Il governo spagnolo reagisce al caso di Maricarmen Abascal con due provvedimenti che prorogano le locazioni e rafforzano le garanzie per le famiglie fragili.

La vicenda di Maricarmen Abascal ha trasformato l’emergenza abitativa in una priorità politica. Il 23 settembre, l’87enne è stata allontanata dalla casa di Madrid in cui abitava dal 1956: a causa dei problemi di mobilità, ha lasciato l’edificio su una barella ed è stata accompagnata all’ospedale Gregorio Marañón.

Pochi giorni più tardi, la protesta per il diritto alla casa è arrivata nella Puerta del Sol. Alcuni manifestanti hanno piantato le tende nella piazza simbolo delle mobilitazioni degli Indignados del 2011, chiedendo l’approvazione immediata del provvedimento ribattezzato dai movimenti degli inquilini decreto Maricarmen.


La protezione durerà fino al 2030

Il Consiglio dei ministri presieduto da Pedro Sánchez ha approvato il 29 settembre due distinti decreti. Il primo estende fino al 2030 la sospensione degli sfratti per le persone in difficoltà economica che non dispongono di un’altra sistemazione.

Lo stesso testo permette inoltre agli affittuari di chiedere un prolungamento massimo di due anni per i contratti destinati a terminare entro il 31 dicembre 2028. Nel pacchetto figurano anche disposizioni sui contratti temporanei e sulle locazioni di singole stanze, oltre a limiti per gli acquisti immobiliari effettuati dai cosiddetti fondi avvoltoio.


Un’emergenza nata durante il Covid

L’origine dello scudo abitativo risale al marzo 2020, quando la pandemia spinse l’esecutivo a bloccare gli sfratti delle famiglie vulnerabili prive di alternative. Quella soluzione, concepita come provvisoria, è stata rinnovata più volte e all’inizio del 2026 risultava valida fino al 31 dicembre dello stesso anno.

La normativa distingue inoltre tra piccoli proprietari, titolari di una o due abitazioni, e soggetti con almeno tre immobili. Per gli inquilini in condizioni di fragilità, il compito di individuare un alloggio d’emergenza ricade sui servizi sociali. Il governo ha motivato la proroga con il rincaro delle abitazioni e degli affitti, la scarsità di alloggi accessibili e il peso crescente dei canoni sui bilanci familiari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il compromesso divide il Parlamento

A marzo era già stata introdotta la possibilità di conservare per altri due anni, su richiesta dell’inquilino, i contratti in scadenza entro la fine del 2027. In alcuni casi era previsto anche un tetto del 2% agli adeguamenti annuali, misura collegata dal governo agli effetti economici della guerra in Iran.

Il caso Abascal ha però accelerato un confronto che si trascinava da mesi. Il Difensore del popolo ha segnalato le lacune normative alla base di situazioni simili, mentre Sumar ha sollecitato il PSOE a procedere senza ulteriori rinvii. Dopo la manifestazione alla Puerta del Sol, l’accampamento è diventato il punto di riferimento della mobilitazione.

La scelta di separare il pacchetto in due testi nasce dalla necessità di ottenere sostegni parlamentari diversi. Junts, il cui voto può risultare decisivo alla Camera, chiede che gli oneri per gli inquilini morosi vulnerabili siano sostenuti dalle amministrazioni pubbliche e non dai piccoli proprietari. Sumar e altre forze progressiste insistono invece sulle regole per gli affitti brevi e le stanze, sulla proroga delle locazioni e sul rinnovo automatico, che renderebbe più difficile interrompere il contratto alla scadenza in assenza di una motivazione prevista dalla legge.

Il governo ha infine convocato una seduta straordinaria del Congresso per venerdì, con l’obiettivo di ottenere rapidamente la convalida dei due decreti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere