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Cronaca 2 min di lettura38 min fa

Casa donata alla moglie, il primario ottiene la revoca

La decisione del tribunale civile di Verona dopo la scoperta di tre relazioni con colleghi della clinica

Il tribunale civile di Verona ha disposto la revoca della donazione di un appartamento fatta da un primario alla moglie. La decisione è arrivata dopo la separazione e la scoperta di tre relazioni della donna con colleghi della struttura sanitaria.

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La cena che ha fatto emergere i rapporti

La vicenda è iniziata a Mantova nel 2018, durante una cena natalizia organizzata da medici e infermieri di una casa di cura. Il primario, oggi 53enne, non partecipava alla serata: a tavola, la moglie di un medico ha accusato un’infermiera di avere una relazione con il marito, collega anche del dirigente.

Per anni il primario non ha saputo nulla di quella scena né dei rapporti della moglie. La situazione è emersa soltanto all’inizio del 2022, quando l’uomo ha appreso che la donna aveva avuto almeno tre relazioni extraconiugali. Dopo la scoperta ha avviato la procedura di divorzio.

Una delle relazioni, secondo quanto emerso in giudizio, è iniziata con la frequentazione quotidiana sul posto di lavoro e si è trasformata in un legame sentimentale, terminato nel dicembre 2018. La donna ha inoltre spiegato che la situazione era diventata difficile da gestire nell’ambiente professionale perché le voci si erano diffuse tra i colleghi.


Il lavoro lasciato e la causa civile

Nel marzo 2019 l’infermiera ha abbandonato il posto di lavoro, pochi mesi dopo la cena. Anche il primario ha poi cambiato occupazione. Nel procedimento celebrato nel 2025, la donna ha ammesso di avere avuto tre relazioni extraconiugali.

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Oltre al divorzio, il dirigente ha chiesto di rientrare in possesso dell’abitazione situata in provincia di Verona e stimata 250mila euro. L’immobile era stato trasferito alla moglie con una donazione formalizzata nel 2021.

La giudice Biancamaria Biondo ha accolto la richiesta, ritenendo che i rapporti con colleghi del marito costituissero una grave offesa alla sua dignità. Il legale del primario ha sostenuto in aula che si trattasse di una «grave ingiuria» nei confronti del donante, condizione che ha consentito di chiedere la revoca dell’atto.


Le spese stabilite dal tribunale

La sentenza ha inoltre imposto alla donna il pagamento di 15mila euro per le spese processuali. Il provvedimento riguarda la donazione dell’appartamento e si aggiunge alle conseguenze della separazione tra i due coniugi.

La motivazione ha distinto il semplice tradimento dall’elemento ritenuto lesivo dal tribunale: le relazioni si sono svolte nell’ambiente di lavoro del primario e hanno coinvolto persone a lui professionalmente vicine.

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