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Cronaca 2 min di lettura6 giorni fa

Casa Bianca, stop del giudice: tre media tornano in corsa

Timothy Kelly sospende per 14 giorni il divieto contro CNN, MS NOW e Politico e mette in dubbio la procedura seguita dall’amministrazione Trump.

La battaglia tra Donald Trump e alcune testate critiche entra in una nuova fase: un giudice federale ha sospeso il divieto imposto dalla Casa Bianca e ha ordinato che l’accesso venga ripristinato, almeno per ora, a CNN, MS NOW e Politico. La misura resterà valida per 14 giorni mentre il tribunale valuta il caso con maggiore approfondimento.


Il blocco deciso da Kelly

A intervenire è stato Timothy Kelly, giudice distrettuale nominato da Trump nel 2017. Già in passato, nel 2018, aveva ordinato di riammettere un giornalista della CNN in un contenzioso simile. Mercoledì 23 settembre ha ascoltato le parti e ha chiuso l’udienza senza pronunciare subito una decisione definitiva.

L’ordinanza emessa oggi è una misura temporanea pensata per mantenere invariata la situazione nell’attesa di un esame più completo. In concreto, impedisce alla Casa Bianca di tenere fuori le tre redazioni dai suoi locali mentre la controversia resta aperta.


Lo scontro sul Primo emendamento

Il divieto era stato annunciato da Trump il 18 settembre, dopo attacchi rivolti a quelle che aveva definito “fake news”. In seguito il presidente ha anche sostenuto che una copertura ostile potesse rappresentare un rischio per il Paese. CNN, MS NOW e Politico hanno invece contestato il provvedimento, sostenendo di essere state penalizzate per il contenuto dei loro articoli e parlando di una violazione del Primo Emendamento.

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Nel corso dell’udienza, Kelly ha espresso dubbi sul fatto che l’amministrazione avesse garantito alle testate un adeguato procedimento prima di revocare l’accesso. Secondo precedenti sentenze richiamate in aula, i giornalisti devono essere ascoltati prima che venga tolto loro il tesserino stampa, principio che in un caso arrivato fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti era già stato ribadito.


Le obiezioni del governo

A difendere la posizione dell’esecutivo è stato l’avvocato del Dipartimento di Giustizia Michael Velchik, che ha sostenuto come quelle decisioni giudiziarie fossero sbagliate. Kelly ha però chiarito che il suo orientamento sarebbe stato costruito proprio su quei precedenti legati al Primo Emendamento, anche se il governo non li condivide.

Per ora, quindi, il braccio di ferro resta aperto e la riammissione delle tre testate ai locali della Casa Bianca è stata solo rinviata nel tempo, in attesa di una decisione più ampia del tribunale.

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