Casa affittata a 400 euro: gli anziani proprietari finiscono dalla figlia
Una coppia di pensionati di Alicante voleva tornare nell’abitazione concessa a un canone molto ridotto, ma il tribunale ha respinto la richiesta di rientro.
«Non affitteremo mai più una casa in vita nostra»: è la conclusione amara della figlia di due pensionati spagnoli, oggi ospitati da lei insieme al compagno e ai nipoti. I coniugi, di 86 e 83 anni, hanno dovuto lasciare sul mercato l’appartamento che avevano destinato alla locazione e trasferirsi altrove, mentre la loro contestazione giudiziaria non ha ancora prodotto il risultato sperato.
La coppia ha anche consegnato nuovi referti medici per sostenere il ricorso contro la decisione del tribunale. L’uomo non è più autosufficiente e la moglie è affetta da fibromialgia; secondo la figlia, le loro condizioni renderebbero necessario vivere in un contesto meno congestionato. «Sarei tentata di piantare una tenda davanti al municipio», ha raccontato, descrivendo la frustrazione della famiglia.
La casa serve, ma resta occupata
Per sostenere le spese della vecchiaia e pagare l’assistenza, i due coniugi sono stati costretti a vendere l’abitazione di Elda. Ora risiedono a Petrer, nella casa della figlia Elena Martín Álvarez, dove vivono anche i due nipoti.
L’immobile che avrebbero voluto recuperare si trova invece a Finestrat, nei pressi di Benidorm. È inserito in un complesso con piscina, box auto e cantina, una sistemazione che i medici avevano indicato come adatta alle esigenze della coppia per la vicinanza al mare e per l’ambiente meno urbano.
Un affitto lontano dai prezzi locali
Nel 2022 i proprietari avevano concesso l’appartamento a una giovane coppia. Il contratto prevedeva un canone progressivo: 400 euro mensili durante il primo anno, 425 nel secondo e 450 dal terzo al sesto.
La cifra era nettamente inferiore a quella richiesta nella stessa area per abitazioni simili, dove le locazioni potevano raggiungere 1.400-2.000 euro al mese. La figlia ha spiegato che i genitori avevano scelto quel prezzo proprio per aiutare gli inquilini, paragonando la loro vicenda, per i ruoli rovesciati, a quella di Maricarmen Abascal, l’87enne che aveva perso la casa nel centro di Madrid.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il recupero dell’immobile è fallito
Nel 2024 la coppia aveva cominciato a valutare la vendita della casa di Elda per ragioni economiche e sanitarie. L’intenzione era trasferirsi stabilmente a Finestrat, ma la prima richiesta di restituzione dell’alloggio non venne presentata entro il termine di 60 giorni previsto dalla normativa.
Gli inquilini rimasero quindi nell’abitazione. Un anno più tardi i proprietari tentarono nuovamente di riottenerla, questa volta rispettando il preavviso di sei mesi, ma anche questa comunicazione non sortì effetto.
La clausola non ha convinto il giudice
Nel contratto era stata inserita una previsione che consentiva ai locatori di riprendere l’appartamento dopo il primo anno o alla fine di una proroga, qualora fosse servito a loro, a un familiare di primo grado o al coniuge in determinate circostanze. Il tribunale, tuttavia, ha ritenuto quella formulazione troppo indeterminata.
La disciplina spagnola stabilisce in via generale una durata minima quinquennale delle locazioni e ammette il recesso anticipato soltanto in situazioni specifiche. Per ottenere il rilascio dell’alloggio occorrono una clausola esplicita, il decorso di almeno dodici mesi, una comunicazione tempestiva con l’indicazione della ragione concreta e una necessità effettiva.
Secondo il giudice, nel caso dei due anziani non sarebbero state dimostrate in modo sufficiente né tutte le condizioni richieste né l’effettiva urgenza abitativa. La famiglia ha perciò deciso di proseguire la battaglia, mentre i proprietari restano lontani dall’immobile che avevano acquistato pensando alla propria serenità dopo il lavoro.
Continua a leggere
Salis, cancellati i 300mila euro: il caso torna al primo grado
La corte d’appello ha accolto la tesi della difesa sulla mancata comunicazione degli atti, facendo venir meno la decisione sui risarcimenti agli ex collaboratori.
Ricina, 155 computer sotto esame: il nodo delle ricerche online
La polizia passa al setaccio i dispositivi di tre scuole molisane per cercare eventuali legami con le ricerche sulla ricina emerse prima dei decessi
Salis, la condanna si ferma: il caso torna davanti al Tribunale
La Corte d’Appello di Milano ha annullato il provvedimento emesso in primo grado nella controversia con due ex assistenti
Ballando, La Rocca chiarisce: «Mi è dispiaciuto
Dopo il confronto con Barbara D’Urso e le polemiche sull’orientamento del ballerino, Pasquale La Rocca ha spiegato in televisione la propria amarezza.