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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Carburanti alle stelle, agricoltura in perdita: le voci dalla Puglia

Tra costi di produzione fuori controllo e trasporti sempre più onerosi, agricoltori e camionisti chiedono interventi capaci di garantire la ripartenza.

Il caro carburante sta mettendo sotto pressione l’intera filiera, dai campi agli scaffali dei supermercati. In Puglia, le telecamere di "Dritto e Rovescio" hanno raccolto le testimonianze di agricoltori e autotrasportatori, alle prese con spese crescenti e ricavi sempre più insufficienti.

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Nei campi i conti non tornano più

Salvatore Moffa ha descritto la difficoltà di sostenere l’attività agricola in un momento in cui energia e carburanti pesano sui bilanci. "I ristori dati al mondo agricolo sono delle piccole boccate di ossigeno. Lo Stato ha capito che il popolo ha bisogno di rimedi", ha spiegato durante il collegamento.

Secondo l’agricoltore, il problema riguarda anche il valore riconosciuto ai prodotti sul mercato. "Comprendo benissimo l'agitazione degli autotrasportatori e non solo", ha detto, sottolineando che il prezzo di vendita spesso non riesce nemmeno a coprire le spese necessarie per produrre. La sua conclusione è netta: "Tecnicamente produrre non conviene più. Il nostro è un mercato in perdita".


Un pieno costa fino a 2500 euro

Aurelio De Cesare ha portato il punto di vista di chi ogni giorno percorre le strade per distribuire le merci. Per un rifornimento completo, ha raccontato, oggi servono circa 2500 euro, una cifra legata alla capienza dei serbatoi, mentre in passato la spesa si aggirava tra gli 800 e i 900 euro.

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L’autotrasportatore ha associato la protesta anche alle conseguenze per i consumatori, dicendosi dispiaciuto nel vedere supermercati con scaffali vuoti e famiglie in difficoltà. Sulle misure varate dal Governo per sostenere il settore, ha aggiunto: "È già qualcosa, perché ci dà un respiro in più per andare avanti. Abbiamo tutti voglia di ripartire".


Gli aiuti non risolvono l’emergenza

Gli interventi di sostegno hanno riguardato autotrasporto, agricoltura e pesca, ma le testimonianze raccolte in Puglia mostrano quanto resti fragile l’equilibrio economico delle attività. Per chi lavora nei campi, i contributi rappresentano un sollievo momentaneo, senza cancellare il divario tra costi sostenuti e prezzi di mercato.

La stessa pressione si riflette sul trasporto delle merci, considerato indispensabile per il funzionamento del Paese. Con il carburante aumentato e l’energia diventata più costosa, agricoltori e camionisti chiedono condizioni che consentano di continuare a lavorare senza accumulare nuove perdite.

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