Cappellino e 40 telecamere: la svolta sulle aggressioni a Roma
Gli investigatori cercano due giovani a bordo di una minicar nera dopo sei denunce, compreso il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini.
Un cappellino lasciato sul luogo di una delle aggressioni e le registrazioni di circa 40 telecamere potrebbero offrire agli investigatori nuovi indizi sulla banda che, tra il 4 e il 5 ottobre, avrebbe colpito più persone a Roma. Al centro delle verifiche ci sono due individui, forse minorenni, visti a bordo di una minicar nera.
Il reperto può aiutare le indagini
Il copricapo, trovato su ponte Testaccio e ritenuto riconducibile a uno degli aggressori, è stato acquisito dagli investigatori. Il reperto è ora a disposizione degli inquirenti per gli accertamenti previsti nell’ambito dell’indagine.
Parallelamente, gli investigatori stanno esaminando i filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza presenti tra Monteverde e Testaccio. Il materiale è valutato sotto il coordinamento del pubblico ministero Ambrogio Cassiani, che segue il fascicolo aperto per tentato omicidio.
Sei episodi, uno è gravissimo
Tra le sei aggressioni denunciate figura quella ai danni dell’attore Davide Iacopini. L’episodio è avvenuto il 5 ottobre in via Anton Giulio Barrili: mentre si trovava su un monopattino, l’uomo sarebbe stato colpito con un calcio, perdendo il controllo del mezzo e finendo contro un’automobile.
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Iacopini è stato trasportato all’ospedale San Camillo, dove è rimasto ricoverato con prognosi riservata. Proprio per la gravità di questo episodio, la Procura procede per l’ipotesi di tentato omicidio.
La minicar denunciata due giorni dopo
A fornire ulteriori elementi potrebbe essere anche la denuncia presentata da un avvocato, padre di due figli minorenni. L’uomo, ascoltato nelle scorse ore dal pubblico ministero, ha riferito il furto della propria minicar nera alimentata a gasolio, denunciato a due giorni dall’ultima aggressione.
Gli investigatori stanno verificando se il veicolo possa essere quello utilizzato durante gli episodi contestati. Al momento, l’attenzione resta concentrata sull’incrocio tra le immagini delle telecamere, il reperto trovato a Testaccio e le testimonianze raccolte dopo le denunce.
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