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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Cantiere Unico-Brera, la Cassazione conferma il dissequestro

Respinto come inammissibile il ricorso della Procura milanese contro la decisione del Tribunale del Riesame

La Cassazione ha confermato il dissequestro del cantiere Unico-Brera, nel centro storico di Milano. Il ricorso presentato dalla Procura contro la decisione del Tribunale del Riesame è stato dichiarato inammissibile.

L’edificio residenziale di dieci piani, in via Anfiteatro, è ormai vicino alla conclusione. I lavori erano stati fermati l’11 dicembre 2025, quando il cantiere era finito sotto sequestro nell’ambito di un’indagine ancora aperta sull’urbanistica milanese.

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La decisione sul progetto

Il provvedimento era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari e riguardava il progetto sviluppato dal gruppo Rusconi. A fine gennaio 2026, il Tribunale del Riesame aveva accolto le richieste delle difese e annullato il sequestro preventivo.

La Corte di Cassazione ha ora chiuso il procedimento cautelare, respingendo l’impugnazione della Procura milanese. Nel fascicolo risultano 27 persone indagate per abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso.

Tra gli elementi valutati dai giudici c’è la condotta dei costruttori, ritenuti in buona fede. Per il titolo edilizio era stata utilizzata una Scia, cioè un’autocertificazione, invece di un piano attuativo: una procedura adottata sulla base delle prassi comunali e degli orientamenti giurisprudenziali in vigore almeno fino al 2023.


Le reazioni dei legali

Federico Papa, uno degli avvocati della difesa, ha accolto la decisione con soddisfazione. «La dichiarazione di inammissibilità del ricorso del pm porta un po' di equilibrio e serenità nel mondo dell'urbanistica, che ha un disperato bisogno di certezze», ha dichiarato.

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Il legale ha aggiunto che il mantenimento dei sequestri in presenza di un titolo edilizio ritenuto valido e di due pronunce favorevoli della giustizia amministrativa avrebbe prodotto, a suo giudizio, ulteriore incertezza.

Anche Michele Bencini, altro difensore, ha sostenuto che la Cassazione ha accolto la posizione presentata nelle memorie. Secondo l’avvocato, ai costruttori non può essere contestato di aver seguito le regole, anche perché il titolo era stato ritenuto legittimo dal Tar e dal Consiglio di Stato.


Gli altri procedimenti

La vicenda viene collegata al più ampio filone sulle trasformazioni urbanistiche a Milano. Nel giugno scorso, la sentenza sul caso Torre Milano aveva assolto tutti gli imputati, compresi funzionari, dirigenti comunali e il progettista, dopo aver riconosciuto l’assenza di colpe in chi aveva agito seguendo le regole allora applicate.

La Procura ha comunque presentato appello contro quella decisione, chiedendo una revisione del verdetto. Parallelamente, il procedimento che aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Riesame nell’estate del 2025, si avvia verso una richiesta di archiviazione.

Quel fascicolo riguarda ipotesi di corruzione e induzione indebita. Per gli stessi fatti, oltre che per falso, era stato iscritto tra gli indagati anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

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