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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Campobasso, corteo per salari e contro l’economia di guerra

Alcune centinaia di studenti hanno attraversato il centro durante lo sciopero generale promosso da Cobas, Usb e movimenti studenteschi

Alcune centinaia di studenti hanno partecipato questa mattina a Campobasso al corteo organizzato nel giorno dello sciopero generale. La manifestazione, promossa da Cobas, Usb e movimenti studenteschi, ha attraversato le strade del centro cittadino.

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Le richieste della protesta

Ad aprire il percorso c’era uno striscione con la frase «Abbassate le armi, alzate i salari», scelta come sintesi dei temi portati in piazza. I partecipanti hanno contestato le politiche economiche legate alla spesa militare, l’aumento dei prezzi, la precarietà che colpisce i giovani e le misure contro chi esprime dissenso.

Gli esponenti locali del Collettivo dal Basso hanno sostenuto che le riduzioni di risorse destinate alla sanità pubblica e ai trasporti finiscono per accompagnare l’aumento dei finanziamenti necessari al comparto bellico. Secondo la loro denuncia, questa impostazione contribuisce a far crescere il costo della vita, mentre i salari perdono potere d’acquisto a causa dell’inflazione.


Sanità, trasporti e salari

Nel corso degli interventi è stata evidenziata anche la distanza tra l’arricchimento dei proprietari e le condizioni di chi vive del proprio stipendio. I manifestanti hanno collegato il peggioramento dei servizi pubblici ai problemi delle infrastrutture, indicate come sempre più esposte a cedimenti e carenze.

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La protesta ha quindi riunito rivendicazioni salariali e critiche alla distribuzione delle risorse pubbliche. Al centro sono finiti sia il costo quotidiano di beni e servizi sia la richiesta di maggiori investimenti nei settori destinati alla collettività.


Le critiche alla scuola

Una parte degli interventi ha riguardato il sistema dell’istruzione e le prospettive offerte agli studenti. I promotori hanno denunciato l’abbandono della scuola e la riduzione delle opportunità per le nuove generazioni.

«Ai giovani non vengono lasciate che le briciole di quello che lo Stato continua a chiamare futuro», hanno affermato i rappresentanti del Collettivo dal Basso parlando delle condizioni del mondo scolastico. La questione dell’istruzione è stata così affiancata alle richieste su salari, servizi pubblici e lavoro giovanile.

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