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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Caduta al cimitero, risarcimento ridotto: la 69enne perde il 30%

Il Tribunale di Firenze ha riconosciuto la responsabilità della Misericordia per l’ostacolo non protetto, ma ha considerato anche l’avvertimento ricevuto dalla visitatrice

La donna aveva ricevuto un avvertimento sulle tavole presenti nel corridoio, secondo la testimonianza ascoltata durante il processo. Un elemento che ha portato il Tribunale di Firenze a riconoscere un concorso di colpa del 30% a carico della 69enne, pur ritenendo decisiva anche la mancata protezione dell’area.

La pensionata, durante l’interrogatorio, aveva dichiarato di non avere mai notato prima quelle assi e di non ricordare che fossero in corso lavori. Il giudice Liliana Anselmo de Vivo ha valutato questa versione insieme al racconto della testimone, che ha riferito di aver invitato la donna a fare attenzione proprio all’ostacolo.

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La custodia resta a carico della Misericordia

La sentenza ha riconosciuto alla 69enne un risarcimento superiore a 30mila euro, comprensivo anche delle spese legali. La somma è stata però ridotta in ragione della responsabilità attribuita alla stessa visitatrice, fissata nella misura del 30%.

Nel procedimento, la Venerabile Misericordia aveva sostenuto che la sicurezza del luogo spettasse all’impresa incaricata della ristrutturazione. Il Tribunale ha respinto questa impostazione: affidare i lavori a una ditta esterna, secondo i giudici, non esclude gli obblighi legati alla custodia della struttura.


L’ostacolo nel corridoio degli ascensori

L’episodio si verificò nel pomeriggio del 3 maggio 2021, al settimo piano del cimitero fiorentino di Soffiano. La donna era arrivata con il marito e altri familiari per fare visita ai propri cari, tra cui la madre, quando inciampò in alcune tavole lasciate sul pavimento vicino agli ascensori.

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Le assi sporgevano di alcuni centimetri e non risultavano accompagnate da cartelli, nastri o transenne. Per il giudice, quella configurazione rendeva il passaggio rischioso, soprattutto perché l’area interessata dagli interventi non era stata separata dal percorso dei visitatori.


Frattura, intervento e lunga guarigione

La caduta provocò alla 69enne la frattura dell’anca e del femore sinistro. Dopo l’intervento dei soccorritori, fu trasferita in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio, dove venne sottoposta a un’operazione chirurgica.

Il percorso di recupero non si concluse rapidamente: il certificato medico attestante la guarigione con postumi fu rilasciato soltanto nel settembre successivo. Anche le fotografie realizzate dal marito subito dopo l’incidente hanno contribuito a ricostruire lo stato dei luoghi e la presenza delle tavole prive di adeguata segnalazione.

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