Brandizzo, udienza rinviata: i familiari insorgono contro le aule separate
L’udienza preliminare per la morte dei cinque operai è stata interrotta per la capienza insufficiente: nuova data fissata al 28 ottobre.
La prima udienza preliminare per la strage di Brandizzo si è fermata quasi subito. Le dimensioni delle due aule collegate in videoconferenza non hanno consentito di ospitare tutti i presenti e il procedimento riprenderà il 28 ottobre, dopo l’annullamento dell’appuntamento previsto per il 14 ottobre.
La protesta dei familiari
All’uscita dal tribunale, la delusione si è trasformata in rabbia. Edoardo Aversa, fratello di Giuseppe, ha contestato la separazione tra chi attende giustizia e gli imputati: «Noi dovremmo vedere la gente che ha combinato il casino in faccia, no? Non vi sembra giusto».
Anche Massimo Laganà, padre di Kevin, ha criticato l’organizzazione dell’udienza. «Due aule divise. Noi da una parte e i colpevoli dall’altra. Cosa siamo venuti a fare?», ha detto, chiedendo di poter incontrare direttamente le persone chiamate a rispondere della tragedia.
Ventiquattro imputati e un rinvio
Nel procedimento risultano coinvolte 24 persone. La seduta avrebbe dovuto segnare l’avvio dell’udienza preliminare a quasi tre anni dall’incidente, ma la capienza limitata degli spazi ha imposto lo stop.
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Una delle aule era destinata ai giudici e agli imputati. Nell’altra erano presenti le parti civili, comprese le persone che hanno perso un figlio, un fratello o il proprio marito nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2023.
La tragedia sui binari
I cinque operai morirono nei pressi della stazione di Brandizzo, in provincia di Torino. Stavano lavorando alla saldatura di una parte del binario quando furono travolti da un treno in corsa.
La nuova udienza è stata quindi fissata al 28 ottobre. Sarà quello il momento in cui il procedimento potrà riprendere, dopo una giornata segnata non soltanto dal rinvio, ma anche dalle proteste dei familiari delle vittime.
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