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Cronaca 1 min di lettura6 giorni fa

Bossi finisce in carcere: cumulo pene e maxi conto da 5 anni e 9 mesi

Riccardo Bossi è stato trasferito nel penitenziario di Busto Arsizio dopo l’esecuzione di un provvedimento che riunisce più condanne; resta fuori dal calcolo solo il episodio legato ai maltrattamenti alla madre.

La giornata di Riccardo Bossi si è chiusa con il trasferimento nel carcere di Busto Arsizio. Il provvedimento eseguito il 23 settembre ha riportato in primo piano una serie di condanne già maturate negli anni, che hanno portato a un residuo complessivo di 5 anni e 9 mesi.


Il trasferimento deciso dai carabinieri

L’intervento è scattato a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove i carabinieri hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione. Da lì il figlio primogenito di Umberto Bossi è stato accompagnato in cella in applicazione del cumulo pene firmato dal procuratore di Busto Arsizio, Carlo Nocerino.

La misura non riguarda un singolo episodio, ma la somma di più sentenze già passate in giudicato. Il calcolo finale tiene insieme i diversi procedimenti e stabilisce un totale di 5 anni e 9 mesi da scontare.


Le condanne finite nel calcolo

Le vicende considerate risalgono al 2011 e al 2020 e comprendono appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del Reddito di cittadinanza. Sono questi i capi che hanno pesato nella ricostruzione della pena complessiva.

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Fuori dal conteggio, invece, resta la condanna a 1 anno e 4 mesi per i maltrattamenti contestati nei confronti della madre. Su questo punto il provvedimento di cumulo non ha fatto scattare alcun ulteriore effetto nel totale eseguito ieri.

In attesa di ulteriori sviluppi, la posizione giudiziaria di Bossi rimane collegata alle sentenze già accumulate negli anni precedenti.

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