Bomba da 230 chili sulla diga: ora Pastorino chiede conto dei controlli
L’ordigno della Seconda guerra mondiale è stato trovato su un cassone della nuova diga: il consigliere vuole capire come siano stati verificati i materiali di riempimento
La scoperta di un ordigno bellico sulla nuova diga ha aperto anche un fronte politico. La bomba, risalente alla Seconda guerra mondiale e del peso di 230 chili, è stata individuata venerdì mattina sulla parte emersa di uno dei grandi cassoni impiegati nell’opera.
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La rimozione resta ancora da organizzare
Esercito e Marina stanno definendo le modalità dell’intervento. L’obiettivo è rimuovere l’ordigno e trasferirlo in mare aperto, dove dovrebbe essere fatto brillare in condizioni di sicurezza.
Finché il piano operativo non sarà stabilito, non sono stati indicati tempi per la neutralizzazione della bomba. Il ritrovamento, intanto, ha sollevato interrogativi sulla provenienza del manufatto e sulle verifiche effettuate durante la preparazione dei cassoni.
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Pastorino punta sui materiali di riempimento
Secondo l’ipotesi al momento ritenuta più probabile, l’ordigno potrebbe essere arrivato insieme ai materiali utilizzati per zavorrare i giganteschi cassoni della diga. Un elemento che ha spinto Gianni Pastorino a chiedere chiarimenti sul sistema dei controlli.
Il consigliere si è rivolto a Bucci con una domanda precisa: quali verifiche sono state svolte sui materiali impiegati per i riempimenti? La presenza della bomba, rinvenuta direttamente sulla porzione emersa di un cassone, è così diventata un caso politico oltre che un’emergenza da risolvere sul piano operativo.
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