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Cronaca 2 min di lettura13 ott

Boccia, telecamere sì ma con un limite: cosa ha deciso il giudice

Le immagini di Un giorno in pretura potranno essere trasmesse soltanto dopo la sentenza, mentre Le Iene e Radio Radicale non potranno effettuare riprese

Nelle prossime udienze del procedimento che coinvolge Maria Rosaria Boccia, le immagini di Gennaro Sangiuliano e della moglie non potranno essere registrate senza il loro consenso. La stessa regola varrà per testimoni, periti, consulenti tecnici, interpreti e per ogni altra persona chiamata a partecipare al dibattimento.

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Parti offese protette in aula

Il giudice monocratico di Roma ha escluso che le audizioni di Sangiuliano e della moglie debbano svolgersi a porte chiuse sulla base dell'articolo 472 del codice di procedura penale. Ha però stabilito una tutela specifica per chi non autorizzi la ripresa della propria immagine.

L'ordinanza vieta infatti di filmare le parti processuali e gli altri soggetti presenti in aula quando manca il consenso. La disposizione riguarda anche le testimonianze già programmate e si applica indipendentemente dalla possibilità per il pubblico di assistere alle udienze.


Immagini diffuse soltanto dopo

La trasmissione Un giorno in pretura è stata ammessa alle riprese, ma con una condizione precisa: il materiale potrà essere reso pubblico solo una volta pronunciata la sentenza, dopo la lettura del dispositivo. Il provvedimento ha invece respinto le istanze presentate da Le Iene e Radio Radicale.

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Secondo il giudice, il diritto di cronaca deve conciliarsi con la necessità di non alterare il regolare svolgimento dell'udienza né il momento della decisione. Nell'ordinanza si legge che «la genuinità della prova» sarebbe garantita proprio dalla diffusione differita delle immagini, soluzione assicurata dalla trasmissione ammessa.


Le accuse contestate a Boccia

Maria Rosaria Boccia è imputata, tra gli altri reati, di stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il procedimento è in corso davanti al tribunale della Capitale.

La decisione sulle telecamere riguarda quindi le modalità di documentazione del dibattimento e non anticipa l'esito del processo. Il quadro stabilito dal giudice consente una sola forma di ripresa televisiva, con pubblicazione rinviata alla conclusione del giudizio e con il divieto di mostrare chi non abbia dato il proprio assenso.

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