Bergamo, un bastone in casa e 12 misure dopo gli scontri
L’inchiesta sulle violenze del 17 e 18 ottobre porta all’identificazione di 350 ragazzi, soprattutto minorenni, e a nuovi accertamenti della polizia
Un quindicenne italiano, residente a Bergamo e senza precedenti, è stato denunciato dopo che nella sua abitazione è stato trovato un bastone estensibile in metallo leggero. Al termine degli accertamenti il ragazzo è stato riaffidato alla famiglia.
La denuncia rientra nelle attività preventive avviate dalla Squadra Mobile dopo i disordini collegati alle manifestazioni del 17 e 18 ottobre. Sullo stesso fronte sono stati avviati controlli sui documenti di soggiorno di alcune persone coinvolte: per un cittadino senegalese è partita la procedura per valutare la revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo, in relazione al suo presunto coinvolgimento negli episodi avvenuti a Milano.
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Dodici provvedimenti tra adulti e minori
Nel complesso, la polizia ha identificato 350 giovani, in larga parte minorenni. Dodici persone hanno ricevuto misure personali di prevenzione: si tratta di due maggiorenni stranieri e di dieci ragazzi minorenni, tra cui due italiani e otto stranieri.
Gli accertamenti sono stati svolti insieme alle Procure competenti, con l’obiettivo di ricostruire le responsabilità individuali negli episodi violenti. Gli agenti hanno concentrato l’attività nelle stazioni di Bergamo e in diversi istituti scolastici del capoluogo e dei comuni vicini.
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Una chat e tre violazioni contestate
Un’ulteriore perquisizione ha riguardato una persona che, all’interno di una conversazione su WhatsApp istituita per preparare una manifestazione studentesca attesa il giorno successivo a Dalmine, aveva diffuso un messaggio considerato istigatorio dagli investigatori.
Sul piano amministrativo sono state contestate tre violazioni legate all’assenza del preavviso obbligatorio per una manifestazione. Le contestazioni riguardano persone riconducibili agli ambienti antagonisti e filopalestinesi, tra le quali figura anche un minorenne.
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