Benzina travasata dalle auto: 20 persone finiscono al Cardarelli
La carenza di carburante legata alla protesta degli autotrasportatori ha spinto alcuni automobilisti a tentare rifornimenti di fortuna, con conseguenze anche per la salute.
La mancanza di benzina a Napoli ha prodotto un bilancio inatteso: in appena due giorni, almeno 20 persone si sono rivolte al Centro Antiveleni dell’ospedale Cardarelli dopo aver ingerito piccole quantità di carburante. Gli episodi sarebbero legati a travasi eseguiti in modo artigianale tra taniche e serbatoi delle automobili.
La situazione di emergenza ha spinto alcuni automobilisti a recuperare e conservare il carburante disponibile durante la protesta degli autotrasportatori. Nel tentativo di rifornire vetture rimaste senza benzina, qualcuno avrebbe utilizzato tubi e contenitori non adatti all’operazione, finendo per ingerire il liquido.
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Venti accessi al Centro Antiveleni
Secondo quanto riferito al Centro Antiveleni del Cardarelli, le persone assistite avevano assunto soltanto modeste quantità di carburante. Il numero degli accessi, tuttavia, mostra quanto siano stati frequenti i tentativi di trasferire la benzina dalle taniche ai serbatoi in quei giorni.
Si tratta di una pratica insolita, che normalmente non fa parte delle operazioni abituali degli automobilisti. La scarsità di rifornimenti avrebbe però modificato i comportamenti di alcuni cittadini, inducendoli a ricorrere a soluzioni improvvisate per poter tornare a utilizzare la propria auto.
Fermato mentre preparava il travaso
A Pianura, quartiere di Napoli, i carabinieri hanno fermato un uomo di 35 anni mentre tentava di aprire il serbatoio di una piccola automobile parcheggiata. Con sé aveva una tenaglia, una tanica di plastica e un tubo di gomma: strumenti compatibili con l’ipotesi di aspirare il carburante e trasferirlo altrove.
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L’obiettivo, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe stato prelevare la benzina dall’utilitaria per versarla nella propria vettura, rimasta senza carburante durante la mobilitazione degli autotrasportatori. Il caso si inserisce nel quadro degli espedienti adottati per affrontare la difficoltà di rifornire le automobili.
La protesta e la carenza di benzina
Le scorte accumulate nei giorni precedenti alla protesta hanno rappresentato per alcuni automobilisti una riserva da utilizzare quando i distributori hanno iniziato a essere difficili da rifornire. Da qui sarebbero nati i travasi eseguiti con taniche e tubi, operazioni che hanno provocato gli episodi di ingestione segnalati al centro ospedaliero.
Il bilancio registrato a Napoli riunisce quindi due aspetti della stessa emergenza: da una parte la ricerca di carburante per le vetture rimaste a secco, dall’altra le conseguenze dei metodi utilizzati per trasferirlo. In due giorni, almeno 20 persone hanno avuto bisogno dell’assistenza del Centro Antiveleni dopo il contatto con la benzina durante queste operazioni.
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