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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Barilla porta il gusto dell’Italia unita al museo: cosa vedere a Torino

Libri, utensili, menu e materiali pubblicitari raccontano l’evoluzione della cucina italiana tra la fine del Settecento e la Prima guerra mondiale.

Nato nel 1987 per iniziativa di Pietro Barilla, l’Archivio Storico Barilla conserva documenti e oggetti legati alla vicenda dell’azienda e dei suoi marchi. Manoscritti, fotografie, filmati, pubblicità, strumenti e materiali di produzione compongono un patrimonio che, grazie alla catalogazione e alla digitalizzazione realizzate a Parma, è in parte consultabile anche online.

L’Archivio non si limita alla tutela delle proprie raccolte: sostiene attività di ricerca e contribuisce a ricostruire i cambiamenti della società italiana attraverso la storia dell’impresa e dell’alimentazione. È da questo patrimonio che arrivano alcuni degli elementi destinati alla mostra “A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento”.

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La tavola diventa storia nazionale

Curata da Ilaria Porciani, l’esposizione propone il cibo come chiave per osservare la formazione dell’Italia moderna. Il percorso mette in relazione ricette, abitudini domestiche, tecniche produttive e occasioni conviviali, mostrando come le differenze regionali abbiano convissuto con l’emergere di pratiche e gusti condivisi.

Il racconto comprende anche l’influenza della cucina francese, i banchetti delle classi più agiate, la diffusione dei luoghi in cui si mangiava fuori casa e il ruolo dell’alimentazione durante la Grande Guerra. Proprio la vita al fronte favorì il contatto tra uomini provenienti da aree diverse, contribuendo alla circolazione di consuetudini comuni.


I documenti scelti da Barilla

Academia Barilla partecipa con 10 menu storici e 23 libri dell’Ottocento. Tra i materiali figura anche l’unico esemplare oggi presente in Italia del “Cuciniere italiano moderno”, stampato a Livorno nel 1851. Le pubblicazioni permettono di seguire non soltanto le pietanze preparate, ma anche i riti della convivialità e il mutare delle preferenze alimentari.

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L’Archivio Storico Barilla espone inoltre una targa pubblicitaria in latta del 1913, realizzata in cromolitografia e restaurata prima di essere presentata al pubblico. L’immagine mostra il primo marchio del Pastificio Barilla, ideato da Emilio Trombara: un garzone versa un grande uovo in una madia piena di farina. Nello stesso nucleo è documentato anche un premio ricevuto dall’azienda in una delle prime fiere a cui prese parte.


Dalla cucina domestica alla fabbrica

Il Museo della Pasta completa il contributo con attrezzi usati nella preparazione casalinga, tra cui matterelli e speronelle, oltre a trafile in bronzo della metà dell’Ottocento. Questi ultimi provengono dallo storico pastificio Celle di Chiavari e testimoniano il passaggio dalle pratiche manuali alle tecniche che avrebbero sostenuto l’espansione della produzione.

Le tre raccolte Barilla dialogano con dipinti, menu illustrati, ricettari, utensili e oggetti della vita quotidiana. Ne emerge un quadro in cui la pasta, i sistemi di conservazione e l’industria alimentare accompagnano la trasformazione della cucina da esperienza locale a componente di una cultura gastronomica nazionale.

La mostra sarà visitabile al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino dal 21 ottobre al 4 aprile 2027. L’arco cronologico va dalla fine del Settecento alla Prima guerra mondiale e riunisce testimonianze sulle tecniche, sui consumi e sulle identità alimentari dell’Italia in trasformazione.

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