Bari, dopo il pestaggio spunta il video: «Non era mai giustificabile
Giuditta D’Elia ha visto soltanto ora le immagini dell’aggressione subita al parco Rossani: per i fatti è stata rinviata a giudizio una 32enne.
Solo adesso Giuditta D’Elia ha trovato la forza di guardare i filmati che mostrano l’aggressione subita il 23 luglio al parco Rossani di Bari. La studentessa barese di filosofia, 26 anni, respinge però l’idea che l’assenza di una sua responsabilità possa attenuare la gravità di quanto accaduto.
«Io non provo sollievo a vedere che io non avevo responsabilità, perché a priori una violenza del genere non è mai giustificabile», ha detto la giovane ricordando quei momenti.
Le immagini riaprono quei momenti
Nei video sono documentati gli attimi del pestaggio, che avevano lasciato la 26enne con il naso fratturato, gli zigomi contusi e un trauma cranico. La ragazza ha raccontato che il gruppo coinvolto stava prendendo di mira i passanti.
Secondo la sua ricostruzione, la sua reazione è arrivata dopo le provocazioni rivolte alle altre persone presenti. La visione delle registrazioni le ha permesso di ricostruire la dinamica dell’episodio, ma non ha cancellato la durezza della violenza subita.
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Un solo rinvio a giudizio
Per l’aggressione è stata mandata a processo una sola persona: si tratta di una donna di 32 anni, impiegata nelle pulizie dei bagni. Il procedimento giudiziario nei suoi confronti dovrà ancora iniziare.
L’episodio resta quindi al centro dell’attenzione giudiziaria, mentre D’Elia continua a sottolineare un punto: anche quando chi subisce l’aggressione non ha alcuna responsabilità, la violenza non può essere considerata accettabile.
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