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Cronaca 4 min di lettura3 ore fa

Ballando, manca la scintilla: Ventura fuori dalla giuria e d’Urso frenata

La prima puntata lascia spazio a lacrime, indulgenze e pagelle severe: tra i pochi guizzi spicca Simona Ventura, mentre la giuria appare troppo accomodante.

La prima puntata di Ballando con le Stelle ha lasciato più sbadigli che entusiasmo. Tra concorrenti già pronti a raccontare i propri tormenti, giudici prodighi di carezze e una classifica continuamente alterata, il programma di Milly Carlucci sembra aver smarrito proprio quella vivacità che dovrebbe accompagnare una gara di ballo.


Ventura ha la verve che manca

Il dubbio più insistente riguarda Simona Ventura. La conduttrice è stata relegata al ruolo di sostenitrice del cosiddetto Tesoretto insieme a Francesca Fialdini e Rossella Erra: a fine puntata, il trio può assegnare 16 punti al concorrente preferito, modificando così l’ordine della classifica. Una scelta che, oltre ad allungare ulteriormente la serata, priva la giuria di una presenza capace di accendere il confronto.

Ventura, infatti, durante la trasmissione è sembrata ritrovare la sua consueta energia da mattatrice televisiva. Il suo scambio con Barbara d’Urso, legato a Pasquale La Rocca e alla gelosia ipotizzata per il tango del ballerino con Ornella Muti, ha prodotto uno dei rari momenti davvero vivaci. Il voto alla collocazione di Simona resta quindi basso: 2, ma la soluzione più ovvia sembra proprio portarla dietro il banco dei giudici, magari al posto di Alberto Matano, apparso quasi invisibile.


D’Urso brillante solo a metà

Barbara d’Urso ha debuttato in giuria con un ingresso scenografico, vestita di bianco e accolta come una presenza televisiva rimasta lontana dagli schermi per troppo tempo. All’inizio ha provato a ravvivare la situazione rubando la paletta a Carolyn Smith, perché non voleva assegnare a Jimmy Ghione il voto 5. La battuta ha funzionato, così come il commento rivolto all’ex inviato di Striscia la Notizia: «A ballare mi sembravi il Gabibbo».

Dopo quel guizzo, però, la conduttrice ha assunto un atteggiamento sorprendentemente prudente. Invece di affondare i giudizi, ha preferito distribuire approvazioni e incoraggiamenti, adeguandosi a un tavolo dove i rapporti personali sembrano pesare più della prestazione. Anche Guillermo Mariotto, solitamente imprevedibile, si è limitato a ripetere «Libertà! Libertà!» davanti ai concorrenti, senza riuscire a scuotere davvero la serata.

Il risultato è una d’Urso trattenuta, quasi compressa in un ruolo di semplice presenza decorativa. Il voto è 6: sufficiente per alcuni lampi, ma lontano da ciò che potrebbe offrire una figura abituata a dominare il piccolo schermo. Resta la speranza di vederla presto in un’intervista a Belve e, soprattutto, alla guida di un programma serale costruito intorno alla sua personalità.


Ravagnani, santificato troppo presto

Alberto Ravagnani riceve invece un voto pari a 0. La trasmissione lo ha presentato come il giovane che ha scelto prima il sacerdozio e poi di abbandonarlo, trasformando la sua vicenda in una narrazione quasi edificante. Alberto Matano lo ha definito «rivoluzionario» per avere accettato di partecipare alla gara del sabato sera di Rai 1, mentre Francesca Fialdini ha sottolineato i temi della Chiesa, dell’amore e del coraggio di cambiare vita.

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Il problema non è il percorso personale di Ravagnani, ma il modo in cui viene confezionato televisivamente. La giuria gli ha riservato una deferenza quasi religiosa, come se la sua sola presenza dovesse bastare a garantirgli un’aura speciale. In precedenza il giovane era già comparso al centro dell’attenzione per i contenuti pubblicati in rete, compresi gli attacchi a Fedez del 2020, quando indossava ancora l’abito talare.

La sensazione è che il programma stia costruendo attorno a lui un personaggio destinato a moltiplicare ospitate, pubblicità e brevi video promozionali. Mentre le nonne potrebbero affezionarsi al suo racconto, la gara avrebbe bisogno di meno santini e più spettacolo.


Troppe lacrime, poca gara

Il resto del gruppo non ha contribuito a cambiare il tono generale. Con l’eccezione di Jimmy Ghione, Riccardo Rossi e di un Alessandro Matri capace di sorprendere per autoironia, molti concorrenti hanno mostrato fin dall’esordio una forte inclinazione al pianto e alla confessione personale. La danza è rimasta spesso sullo sfondo, mentre i giudici sembravano impegnati soprattutto a consolare.

Anche la presenza di Noemi Bocchi è stata accompagnata da una lunga esposizione delle difficoltà legate ai pregiudizi del pubblico. Ivan Zazzaroni, reduce dall’intervista a Francesco Totti per il suo cinquantesimo compleanno, ha mantenuto un atteggiamento particolarmente indulgente nei confronti della compagna dell’ex calciatore. Il ritornello dei rapporti già esistenti tra giudici e concorrenti finisce così per diventare una giustificazione permanente.

Il bilancio della serata è quello di una trasmissione appesantita da cerimonie, confessioni e punteggi generosi. Se Ballando con le Stelle vuole evitare tre mesi di televisione trascinata fino a notte fonda, dovrà ritrovare presto il coraggio del confronto. E la prima mossa, almeno secondo questa pagella, sarebbe spostare Simona Ventura dalla panchina del Tesoretto al cuore della giuria.

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