567notizie oggi
Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Aule piene e spese militari: la sfida degli studenti al governo

A Torino il collettivo Cambiare Rotta contesta le priorità della politica e annuncia nuove mobilitazioni se non arriveranno risposte sull’università.

La protesta degli universitari a Torino mette al centro il contrasto tra le difficoltà vissute negli atenei e le risorse destinate al comparto militare. Il collettivo Cambiare Rotta ha portato in piazza la denuncia di studenti costretti, a loro dire, a frequentare lezioni in spazi insufficienti e senza condizioni adeguate.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


Le aule al centro della contestazione

Secondo i manifestanti, il problema si è presentato fin dall’inizio del percorso universitario: classi troppo affollate e ragazzi costretti persino a sedersi sul pavimento. Una situazione che, sostengono, mette in discussione la possibilità concreta di esercitare il diritto allo studio.

Nel messaggio diffuso durante il corteo, gli studenti hanno accusato governo e Parlamento di tutelare interessi politici ed economici scaricandone il peso sulle nuove generazioni. La loro protesta non riguarda soltanto gli spazi disponibili, ma anche le scelte complessive sulla spesa pubblica.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il monito su armi e istruzione

Dal megafono è arrivata una contestazione molto dura: «I soldi ci sono, ma non vanno all’università: finiscono nell’industria bellica e nel riarmo». Gli universitari hanno inoltre accusato le istituzioni di preferire il finanziamento delle armi agli investimenti nella formazione, parlando anche di sostegno a un genocidio.

La manifestazione si è chiusa con lo slogan «Meloni in miniera, Bernini in fonderia: è questa la nostra democrazia». Gli studenti hanno infine avvertito che, in assenza di cambiamenti, intendono radicalizzare la mobilitazione: «Faremo come in Francia».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere