Armi e simboli nazisti nella stanza: arrestato un 19enne nel Pavese
La polizia ha sequestrato pistole, un fucile, lame e materiale neonazista nell’abitazione del giovane, collegato all’indagine sulla chat “Terza Posizione”.
A soli 19 anni avrebbe mostrato sui social posizioni estremiste e dichiarato di poter disporre di armi da fuoco. Nella sua abitazione del Pavese gli investigatori hanno trovato pistole, un fucile, diverse armi bianche e numerosi oggetti legati alla propaganda neonazista: per il giovane è scattato l’arresto.
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Un arsenale accanto alla propaganda
La perquisizione ha portato al sequestro di una pistola Fn Herstal modello 1906 calibro 6.35, di una seconda Fn Herstal modello 1910 calibro 6964 e di un fucile automatico Marocchi Sm66 calibro 9 Flobert. Nell’elenco figurano anche due sciabole, coltelli, pugnali, un tirapugni, un’ascia, un martello e un manganello.
Gli agenti hanno inoltre recuperato una pistola giocattolo priva del tappo rosso. Nella camera del ragazzo erano conservati manuali e riproduzioni di Hitler e Mussolini, bandiere con la svastica, materiali decorati con croci celtiche, simboli delle Ss e una maschera associata ai gruppi virtuali eversivi.
Dalla chat all’indagine nel Pavese
L’operazione nasce dagli accertamenti della sezione antiterrorismo della Digos di Milano, svolti con la Questura di Pavia e con il servizio della Dcpp incaricato di contrastare terrorismo ed estremismo interno. Gli investigatori hanno esaminato il dispositivo sequestrato a un altro 19enne pavese, arrestato il 22 aprile e sottoposto ai domiciliari perché amministrava la chat “Terza Posizione”.
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All’interno del gruppo circolavano messaggi di matrice neofascista, neonazista e antisemita, tra cui uno particolarmente violento: «Secondo me basta aspettare e un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio». L’inchiesta aveva già portato a 14 perquisizioni in varie regioni italiane, nove delle quali riguardavano minorenni.
Le accuse e la custodia in carcere
Proprio dall’analisi dei contenuti presenti sul dispositivo del primo indagato gli investigatori sono arrivati al coetaneo arrestato. Secondo la Questura di Milano, attraverso il proprio profilo sociale il giovane avrebbe espresso posizioni radicali riconducibili all’ambiente skinhead e diffuso diversi contenuti multimediali con riferimenti violenti e discriminatori.
Il 19enne è accusato di detenzione illegale di armi comuni da sparo ed è indagato anche per propaganda e istigazione a delinquere con finalità di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Su disposizione della Procura di Pavia è stato trasferito nel carcere di Voghera, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.
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