Anafilassi, 60 morti l’anno: la svolta dello spray nasale
Il nuovo dispositivo senza ago è già disponibile per chi pesa almeno 30 chili, mentre la versione destinata ai bambini è attesa in primavera.
La paura dell’ago e il timore di dover fare un’iniezione davanti ad altre persone possono ritardare un intervento decisivo durante una reazione allergica grave. Per questo l’adrenalina nasale, appena arrivata in Italia, punta a rendere più semplice e tempestivo il trattamento dell’anafilassi, una condizione che nel nostro Paese provoca circa 10.000 episodi e 60 decessi ogni anno.
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Una nuova opzione contro l’anafilassi
L’annuncio è stato dato a Salerno durante il 38esimo Congresso nazionale della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica. Il prodotto ha ricevuto l’autorizzazione dell’Aifa dopo i precedenti via libera della Food and Drug Administration statunitense, nell’agosto 2024, e dell’Agenzia europea per i medicinali.
Per ora il dispositivo può essere utilizzato dagli adulti e dai pazienti con un peso di almeno 30 chilogrammi. La formulazione destinata all’età pediatrica, già approvata dall’Aifa a luglio, dovrebbe invece essere disponibile in Italia durante la prossima primavera. Spetterà comunque ai medici stabilire, nella pratica quotidiana, quali pazienti siano adatti a questa modalità di somministrazione.
Il tempo resta decisivo
L’anafilassi può comparire in modo improvviso dopo il contatto con alimenti, farmaci o sostanze rilasciate dalle punture di insetto. Tra i segnali più pericolosi ci sono la difficoltà a respirare, la riduzione della pressione arteriosa e, nei casi più seri, la perdita di coscienza: l’organismo libera grandi quantità di istamina, provocando una rapida dilatazione dei vasi sanguigni.
L’adrenalina resta il trattamento di riferimento perché contrasta l’abbassamento pressorio e i disturbi delle vie respiratorie, compreso il broncospasmo. «Nell’anafilassi la rapidità dell’intervento può determinare l’esito clinico», ha spiegato Vincenzo Patella, presidente della Siaaic e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina interna dell’Azienda sanitaria di Salerno, a margine del congresso.
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Perché l’iniezione viene rimandata
Gli autoiniettori intramuscolari sono considerati la prima scelta, ma non sempre vengono usati senza esitazioni. Secondo gli specialisti, tra il 25% e il 60% dei pazienti evita di somministrarsi il farmaco oppure lo fa tardi; in alcuni casi possono trascorrere fino a 9 minuti prima dell’iniezione. L’adrenalina viene utilizzata tempestivamente soltanto dal 7% degli adulti e dal 21% dei bambini.
A pesare sono soprattutto l’ansia, la paura dell’ago e l’incertezza su come maneggiare il dispositivo in una situazione di panico. Tra il 20% e il 70% delle persone allergiche, inoltre, lo utilizza in modo scorretto. Una parte dei pazienti non acquista l’autoiniettore o non lo sostituisce alla scadenza: la quota varia dal 24% al 50%, mentre il 50% non porta sempre con sé l’adrenalina.
Durata e limiti dello spray
Il nuovo prodotto è di piccole dimensioni, non contiene aghi e può essere impiegato attraverso il naso. La sua validità arriva a 30 mesi e non richiede particolari condizioni di conservazione; per gli autoiniettori, invece, la durata indicata è di 18 mesi dalla produzione e spesso si riduce a circa un anno dal momento dell’acquisto, a causa dei tempi della distribuzione.
La novità non elimina però la necessità di una valutazione medica. Il limite dei 30 chilogrammi esclude al momento neonati e bambini più piccoli, per i quali restano disponibili autoiniettori specifici. Gli esperti dovranno inoltre verificare nella pratica il profilo di sicurezza dello spray in categorie come anziani e persone con problemi cardiaci.
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