Amanda Knox torna in tv con la famiglia: il passato non è chiuso
A Verissimo, Knox ripercorre il caso Meredith, difende il suo spettacolo e racconta il legame rimasto con Raffaele Sollecito.
Accanto ad Amanda Knox, nello studio televisivo, ci saranno il marito Christopher Robinson e i figli Eureka ed Echo. Robinson parlerà della donna conosciuta al di là del clamore giudiziario e dell’immagine pubblica legata al delitto di Perugia: «Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca – dice – Sono veramente orgoglioso di lei. Giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte».
Una famiglia dentro il racconto
La presenza dei familiari segna una delle particolarità dell’intervista, nella quale Knox torna davanti alle telecamere quasi vent’anni dopo la morte di Meredith Kercher. Il caso, tuttavia, continua a riemergere anche nella sua vita attuale, come mostrano le discussioni nate attorno alla sua attività artistica.
Il colloquio con Silvia Toffanin sarà trasmesso domenica e consentirà a Knox di parlare anche del rapporto costruito nel tempo con chi ha condiviso con lei una parte decisiva della vicenda. Tra questi c’è Raffaele Sollecito, oggi ricordato non soltanto per il processo, ma anche per un legame affettivo rimasto vivo.
Le ferite che il caso ha lasciato
Knox spiega di avere domandato perdono a Patrick Lumumba, il musicista e titolare di un locale di Perugia che lei indicò durante gli interrogatori e che venne arrestato prima di essere completamente scagionato. Secondo il suo racconto, quell’errore ebbe conseguenze pesanti: Lumumba perse il locale e subì altri danni, mentre le scuse ricevute non sono state sufficienti.
Diverso è il tono con cui parla di Sollecito. I due, inizialmente condannati per l’omicidio e poi assolti in via definitiva nel 2015, hanno mantenuto un rapporto di affetto: «Ci vogliamo ancora bene», afferma Knox. A distanza di anni sono riusciti anche a compiere insieme il viaggio a Gubbio che avevano previsto per la mattina successiva alla notte dell’omicidio.
Durante quella giornata, Sollecito spingeva il passeggino della figlia di Knox. Un artista di strada gli chiese se la bambina fosse sua; la risposta negativa fece riaffiorare in Amanda il pensiero di come avrebbero potuto essere le loro esistenze senza quella vicenda giudiziaria.
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La difesa di Cartwheel
Al centro dell’intervista ci sarà inoltre Cartwheel, lo spettacolo di stand-up comedy nel quale Knox racconta la propria esperienza. La scelta ha provocato la reazione della famiglia di Meredith, che ha manifestato dolore per l’utilizzo scenico di una storia segnata dall’omicidio della giovane britannica.
Knox respinge l’accusa di scherzare sulla morte di Meredith e sostiene che il proprio messaggio non abbia l’obiettivo di rendere normale la violenza contro le donne. A suo giudizio, il pubblico dovrebbe ricordare anche Rudy Guede, condannato in via definitiva per l’omicidio e la violenza sessuale della studentessa.
«La sua famiglia ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi sono giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati, però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata», afferma Knox. La sua lettura collega le due storie alla misoginia: Meredith sarebbe stata privata della vita come se non avesse valore, mentre lei sarebbe stata incarcerata pur essendo innocente.
L’appuntamento televisivo arriva dunque in una fase in cui Knox prova a rileggere pubblicamente il passato, tra il rapporto con Sollecito, le scuse a Lumumba e le contestazioni sullo spettacolo. Amanda Knox e Raffaele Sollecito furono assolti definitivamente nel 2015, mentre Rudy Guede resta la persona condannata per il delitto di Meredith Kercher.
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