Alberto Ravagnani, la nuova vita dopo la tonaca: cosa farà ora
L’ex sacerdote milanese punta sui contenuti digitali, sugli spettacoli e su un progetto dedicato ai giovani mentre partecipa a Ballando con le Stelle.
«Io voglio fare cose che mi piacciono: contenuti, libri, spettacoli. Vorrei occuparmi di divulgazione e community. Il mio sogno è creare un oratorio laico, ma senza l'obiettivo di evangelizzare le persone». È questa la direzione indicata da Alberto Ravagnani per costruire il proprio futuro professionale dopo l’uscita dal sacerdozio e l’approdo nel cast di Ballando con le Stelle.
L’ex sacerdote milanese, oggi 33enne, vuole trasformare l’esperienza maturata online in una nuova attività. Il suo pubblico supera i 400mila follower e rappresenta la base da cui sviluppare progetti legati alla comunicazione, all’intrattenimento e alla socialità.
Il progetto oltre la televisione
La partecipazione al programma di Rai 1 è soltanto uno degli elementi della fase che Ravagnani sta vivendo. Accanto alla pista da ballo, l’ex religioso immagina libri, podcast, eventi dal vivo e iniziative capaci di riunire persone attorno a interessi condivisi.
Nel suo disegno c’è anche uno spazio per adolescenti e giovani adulti, modellato sull’idea di un oratorio ma privo di finalità evangelizzatrici. Ravagnani non intende cancellare il passato: ha spiegato di volerlo mettere a frutto per aiutare gli altri, unendo il riferimento al Vangelo alla propria sensibilità e alle esperienze attraversate.
La nuova attività dovrà quindi tenere insieme la produzione di contenuti, la divulgazione e l’organizzazione di comunità. È il tentativo di dare una forma concreta a competenze sviluppate negli anni, quando utilizzava i social per dialogare soprattutto con le generazioni più giovani.
Come è cambiata la sua situazione
La svolta è arrivata dopo un percorso personale complesso, concluso con la scelta di lasciare il ministero sacerdotale a gennaio. Da quel momento Ravagnani ha iniziato a misurarsi con esigenze molto pratiche, compresa la necessità di procurarsi un reddito autonomo.
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«Sicuramente devo guadagnare. Prima avevo un fisso mensile dalla chiesa. Io vorrei continuare a stare in questo mondo, fare contenuti digital ma occuparmi anche di progetti sociali», aveva raccontato parlando della propria condizione.
Per lavorare regolarmente nel settore dei social ha aperto una partita IVA, interrompendo il sostegno economico ricevuto dal clero. Per alcune settimane ha inoltre continuato a vivere nella casa parrocchiale, grazie al permesso ottenuto dal vescovo e dal parroco, mentre cercava di riorganizzare la propria quotidianità.
Dalla parrocchia alla notorietà online
Prima del cambio di vita, Ravagnani era stato ordinato sacerdote nel 2018. La sua comunicazione diretta e l’uso di Instagram, YouTube e TikTok lo avevano reso noto come il “prete influencer”, capace di affrontare i temi della fede con linguaggi vicini agli adolescenti.
Quell’esperienza ha costruito una comunità digitale ampia e riconoscibile, oggi diventata un patrimonio da coltivare in modo diverso. Il passaggio dalla parrocchia ai progetti personali non cancella dunque il lavoro svolto in precedenza, ma lo trasferisce in un contesto laico e professionale.
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