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Cronaca 1 min di lettura9 min fa

Abderrahim Fakir, chance di salvezza stimata al 15%

La relazione sull’intervento al Pilastro segnala problemi nella tempestività e nell’efficacia dei soccorsi sanitari

La probabilità di sopravvivenza di Abderrahim Fakir è stata stimata attorno al 15% dai consulenti dei pm di Bologna.

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Le valutazioni sui soccorsi

La relazione segnala rilievi sull’operato dei soccorritori e degli operatori sanitari intervenuti in seguito. Secondo i consulenti, le procedure adottate non avrebbero rispettato i protocolli dell’emergenza, sia per i tempi sia per le modalità delle manovre.

Anche un intervento più rapido, tuttavia, avrebbe lasciato margini ridotti. «Le probabilità di sopravvivenza dell’Abderrahim Fakir sarebbero state attorno al 15%», si legge nelle conclusioni dell’analisi.


I fattori indicati nella relazione

Gli esperti hanno ricondotto il decesso a un’insufficienza respiratoria acuta comparsa durante un’intossicazione da cocaina, in una persona con consumo cronico della sostanza e una grave patologia cardiaca.

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Sul peggioramento delle condizioni avrebbero inciso anche l’agitazione psicomotoria, l’aumento della temperatura corporea legato alla cocaina e il mantenimento del corpo in posizione prona. Gli esami hanno inoltre rilevato numerosi traumi contusivi, che secondo la relazione non avrebbero però provocato la morte.


L’intervento nel quartiere Pilastro

Fakir, 43 anni e originario del Marocco, morì a luglio a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine nel quartiere Pilastro. Gli agenti erano stati chiamati dopo le segnalazioni dei vicini, che avevano riferito di un comportamento agitato dell’uomo.

Nel corso dell’intervento Fakir fu immobilizzato a terra per essere messo in sicurezza. Poco dopo accusò un malore e morì. I consulenti hanno definito «ravvisabili delle criticità» nella condotta del personale impegnato nei soccorsi e dell’équipe sanitaria arrivata successivamente.

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