A14, schianto mortale: al volante aveva oltre 2 g/l di alcol
Un operaio moldavo è deceduto dopo essere stato investito durante i lavori autostradali: il conducente è ora indagato per omicidio stradale.
Superava i 2 g/l il tasso alcolemico rilevato a carico dell’automobilista coinvolto nell’investimento costato la vita a un operaio sulla A14, nel Bolognese. L’uomo, italiano e residente a Modena, è stato denunciato a piede libero e risulta indagato per omicidio stradale.
Il conducente rischia l’accusa più grave
Gli accertamenti eseguiti dopo l’incidente hanno evidenziato una concentrazione di alcol nel sangue superiore a 2 g/l. Al termine delle verifiche, nei confronti del guidatore è scattata la denuncia senza arresto.
La posizione dell’automobilista è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che procede per l’ipotesi di omicidio stradale. L’uomo si trovava alla guida della vettura che ha colpito il lavoratore impegnato nel cantiere.
Inutili i soccorsi al lavoratore
La vittima era un operaio di origine moldava, residente in provincia di Padova. Durante le operazioni di preparazione dell’area di lavoro è stato centrato da un’auto e ha riportato lesioni giudicate subito estremamente gravi.
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Il personale del 118 lo ha trasferito d’urgenza all’ospedale Maggiore di Bologna. Nonostante gli interventi sanitari, il lavoratore è morto poco dopo per le conseguenze dell’impatto.
L’incidente nella serata di sabato
L’investimento si è verificato intorno alle 22 di sabato 26 settembre, all’altezza del chilometro 11+000 dell’autostrada A14, sulla carreggiata diretta verso sud. In quel momento l’operaio stava lavorando all’allestimento del cantiere.
La dinamica è stata ricostruita attraverso gli accertamenti svolti dopo lo schianto. L’intervento dei soccorritori non è bastato a evitare il decesso, avvenuto in ospedale a Bologna.
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