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Cronaca 2 min di letturaAggiornato 1 ora fa

A Torino scoperto un falso prete: documenti e identità false

Dopo quattro mesi di attività pastorale, una segnalazione ha fatto emergere documenti falsi e un’iscrizione mai esistita.

Aggiornamento delle 13:59

Il portavoce dell’arcivescovo Roberto Repole ha definito Faragalla «un truffatore». Sul piano penale, al giovane potrebbe essere contestata la truffa, mentre l’usurpazione di titolo ecclesiastico comporta oggi soltanto una sanzione amministrativa fino a 929 euro. Potrebbero inoltre applicarsi sanzioni previste dal diritto canonico, compresa la scomunica automatica.

Salam Faragalla è stato allontanato dalle parrocchie torinesi dopo che le verifiche hanno accertato la falsità della sua identità sacerdotale. Il 25enne egiziano aveva svolto attività pastorale per quattro mesi, fino alla segnalazione di un fedele che ha fatto scattare i controlli.

La diocesi ha comunicato la vicenda domenica 1° novembre, al termine delle celebrazioni. Per l’accaduto è stata presentata una denuncia alla Procura, mentre il nome del giovane è stato rimosso dal sito dell’Arcidiocesi di Torino.

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I dubbi sulla sua identità

A insospettire alcuni parrocchiani erano state alcune modalità di celebrazione insolite. Le differenze erano state inizialmente ricondotte alla sua presunta formazione nella Chiesa copta, senza mettere in discussione la sua qualifica.

Il caso è emerso quando un fedele ha contattato don Giuliano Naso. «Diceva di aver visto la sua foto ed era sicuro che non potesse essere un sacerdote», ha riferito il parroco. Il 27 ottobre Naso ha quindi chiesto a don Mario Aversano, vicario episcopale per la pastorale, di avviare nuovi accertamenti.


I controlli sui documenti

Faragalla era arrivato nel giugno scorso nel quartiere Pozzo Strada. A don Davide Pavanello, parroco di Santa Rosa da Lima, aveva raccontato di appartenere alla Chiesa copta e di essersi trasferito a Torino per studiare al Politecnico.

Il giovane aveva inoltre mostrato certificati ecclesiastici che indicavano il 31 gennaio 2025 come data della sua ordinazione. La documentazione aveva superato i primi controlli e la diocesi aveva avviato l’iter per autorizzarne la collaborazione, coinvolgendo il vicariato egiziano e la Conferenza episcopale italiana.

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Le attività nelle chiese

Dopo l’accoglienza da parte delle strutture diocesane, Faragalla aveva cominciato a concelebrare le Messe e, in seguito, a sostituire altri sacerdoti. Aveva prestato servizio anche nelle chiese di San Leonardo Murialdo e Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù.

Le verifiche richieste da don Naso hanno però dato esito negativo nel giro di un giorno. Le autorità ecclesiastiche egiziane hanno comunicato che i documenti non erano stati emessi dal vicariato indicato e che non risultava nemmeno l’iscrizione del giovane al Politecnico di Torino.


Le domande dei fedeli

Dopo la comunicazione della diocesi, tra i parrocchiani sono emersi interrogativi sulle Messe celebrate e sulle confessioni raccolte durante quei mesi. La vicenda ha suscitato sorpresa e preoccupazione nelle comunità coinvolte.

L’Arcidiocesi guidata dal cardinale Roberto Repole ha ritenuto conclusa la possibilità di affidare a Faragalla incarichi pastorali. Oltre agli eventuali profili penali, resta da chiarire come documenti poi risultati falsi abbiano permesso al giovane di operare così a lungo nelle parrocchie.

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