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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

A Pompei riaffiora un armadio con profumi e amuleti

Il mobile era nella casa di Cornelius Maximus, lungo via dell’Abbondanza, con utensili, monete e oggetti domestici.

Un armadio appartenuto a una donna è stato recuperato nella zona centrale di Pompei. Il mobile, conservato grazie ai dati dello scavo, restituisce dettagli sulla vita quotidiana prima dell’eruzione del 79 d.C.

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Gli oggetti ritrovati

Tra i reperti figurano strumenti per il trucco, tra cui una pinzetta e uno stemperatoio, oltre a un contenitore in vetro per profumi e a un bruciaprofumi. Sono emersi anche una lucerna di bronzo, alcune monete e pesi in piombo, probabilmente collegati a un’attività di vendita e custoditi in una piccola cassetta di legno.

Il corredo comprende inoltre recipienti e pentole in bronzo, vetro e ceramica. Tra gli oggetti spicca un boccalino decorato con motivi a scaglie di pigna, forse legato a ricordi personali. È stata trovata anche una collana formata da almeno 24 piccoli elementi in faience, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca: raffigurano divinità come Bes e Mercurio, ma anche mani, piedi, pigne e grappoli. Questi pendenti, un tempo considerati magici, erano probabilmente amuleti destinati ai bambini, usati per proteggerli, seguirne i movimenti o conservarne il ricordo.


La casa lungo via dell’Abbondanza

L’armadio si trovava nella casa IX 11, 7, conosciuta come casa di Cornelius Maximus, affacciata sulla trafficata via dell’Abbondanza. L’identità degli abitanti non è stata stabilita, ma il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha osservato: «Non possiamo ricostruire con certezza l'identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità».

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La conoscenza dell’edificio resta incompleta. Le pitture parietali dell’ambiente, realizzate in IV stile e attribuite alla bottega di Via di Castricio, indicano tuttavia un’abitazione con un certo livello di benessere. Al momento dell’eruzione erano inoltre in corso diversi lavori, destinati a rendere meno agevole l’utilizzo degli spazi.


Tracce della vita quotidiana

Nel corso degli scavi sono stati individuati anche almeno due scheletri di topi, nascosti dentro un’anfora collocata su un soppalco. Il ritrovamento aggiunge un dettaglio concreto alle condizioni della casa negli ultimi giorni prima della distruzione della città.

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