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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

A Catanzaro corteo per il caro vita, studenti e lavoratori

Circa duecento persone hanno attraversato il centro storico durante lo sciopero generale indetto dall’Usb contro il caro vita.

Circa duecento tra studenti, lavoratori e rappresentanti di associazioni e forze politiche hanno partecipato a Catanzaro al corteo organizzato in occasione dello sciopero generale. La manifestazione si è svolta nel centro storico, con partenza da piazza Matteotti e arrivo previsto in piazza Prefettura.

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Il corteo nel centro storico

I partecipanti hanno percorso corso Mazzini esibendo striscioni e scandendo slogan legati al costo della vita e alle rivendicazioni dello sciopero. Alla mobilitazione hanno aderito iscritti al sindacato di base Usb, esponenti di Potere al popolo, Alleanza Verdi e Sinistra e Arci.

Numerosa anche la presenza degli istituti scolastici. Nel corteo sono confluiti studenti e studentesse del liceo classico, del liceo scientifico Siciliani De Nobili, dell’istituto tecnico biologico, dell’istituto tecnico tecnologico e dell’istituto tecnico commerciale.


Le richieste degli studenti

Tra le organizzatrici c’era Amina Mohamoud Jama, studentessa del quinto anno del liceo classico. Secondo quanto ha spiegato, la protesta nasce dalle stesse ragioni che da quasi un mese stanno coinvolgendo diverse piazze italiane ed europee: il dissenso verso le politiche economiche e le risorse destinate agli armamenti.

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«Come studenti siamo contrari a un sistema che continua a investire nelle guerre, sottraendo risorse al nostro futuro», ha dichiarato Jama. La studentessa ha chiesto maggiori investimenti nella formazione, nell’istruzione e nella sanità, richiamando anche le difficoltà presenti a Catanzaro: per ottenere una visita medica di base in ospedale, ha riferito, può essere necessario attendere un anno o anche più.


Caro vita e diritto di protesta

Nel corso dell’intervento, Jama ha collegato il tema della spesa quotidiana alle condizioni dei lavoratori, sottolineando che l’aumento del costo della vita non riguarda soltanto la popolazione studentesca. La manifestazione ha quindi riunito componenti diverse, accomunate dalle richieste avanzate durante lo sciopero.

La studentessa ha inoltre criticato il modo in cui governo e mezzi di comunicazione affrontano il tema delle mobilitazioni. «La maggior parte degli italiani scende in piazza ed esercita il proprio diritto a manifestare in maniera civile e pacifica», ha affermato, contestando la rappresentazione delle proteste come iniziative caratterizzate soltanto dalla violenza.

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