A Bari l’IA finisce alla sbarra: quattro casi nel processo simulato
Il 9 ottobre prende il via a Bari un dibattimento pubblico simbolico sui rischi dell’intelligenza artificiale, con accuse ispirate a vicende realmente accadute.
A stabilire l’esito del dibattimento simbolico sarà un collegio composto dalla presidente della Corte di Appello di Bari Maria Mitola, dalla giudice Rosa Calia Di Pinto e da una giuria popolare. L’iniziativa porterà in aula non una persona, ma l’intelligenza artificiale, chiamata a confrontarsi con le conseguenze del proprio impiego.
Accusa e difesa in aula
A sostenere l’accusa sarà il procuratore di Bari Roberto Rossi, affiancato dagli avvocati Valeria Logrillo e Francesco Carparelli di Deloitte Legal. La rappresentanza della difesa è stata affidata invece agli avvocati Michele Laforgia, Andrea Di Comite, Domenica Lenato e Mauro Petrarulo di Polis.
Nel dibattimento interverranno dodici testimoni, scelti tra università, imprese, medicina, sindacato e società civile. Tra loro figurano Filippo Anelli, presidente nazionale degli Ordini dei Medici, il rettore dell’Università di Bari Roberto Bellotti e lo psicopatologo forense Roberto Catanesi, insieme a docenti universitari, imprenditori e rappresentanti sindacali.
Le accuse nate da casi reali
Le contestazioni prendono spunto da episodi già verificatisi e riguardano l’impatto dell’IA sulla vita delle persone. Un capo d’accusa riguarda l’istigazione al suicidio di un minorenne, maturata dopo mesi e centinaia di conversazioni in chat; un altro concerne la circolazione illecita di materiale diffamatorio creato con un deepfake.
In quest’ultimo caso, falsi contenuti razzisti pubblicati sui social erano stati attribuiti a una docente che non aveva mai pronunciato quelle frasi. Tra gli altri scenari figurano una diagnosi sbagliata di tumore al seno, con conseguenze qualificate come lesioni personali colpose gravissime, oltre alla sostituzione algoritmica del lavoro, a forme di esclusione collettiva non trasparenti e a un controllo ritenuto illecito.
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La contestazione comprende inoltre una truffa legata alla dipendenza tecnologica indotta e un disastro ambientale. Nel corso delle udienze, studiosi e operatori economici saranno chiamati a esaminare sia le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale sia i rischi derivanti dal suo uso senza adeguate garanzie.
Quattro udienze a Bari
Il processo simulato si svolgerà nell’aula della Corte di Assise di Bari. Gli appuntamenti sono fissati per il 9, il 16 e il 23 ottobre, con l’ultima udienza prevista il 4 novembre.
L’apertura è stata organizzata dal Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e BAT. Sarà il primo processo pubblico simulato dedicato all’intelligenza artificiale e metterà a confronto, attraverso un procedimento giudiziario rappresentato, interrogativi etici, responsabilità e possibili danni connessi alla tecnologia.
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