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Cronaca 2 min di lettura30 set

29 scuole, una sfida: così i ragazzi imparano la legalità

Al Consiglio regionale del Lazio è stata presentata la quarta edizione del percorso che porta difesa civica, diritti e cittadinanza attiva direttamente negli istituti superiori.

Sono 29 gli istituti superiori coinvolti nella quarta edizione di “Il Difensore civico tra i banchi di scuola”, il progetto che punta a trasformare l’educazione civica in un’esperienza concreta per gli studenti. Le attività proseguiranno nelle scuole fino a marzo 2027, con incontri dedicati ai diritti e al rapporto tra cittadini e istituzioni.

La presentazione si è svolta al Consiglio regionale del Lazio. Per Marino Fardelli, difensore civico della Regione Lazio e promotore dell’iniziativa, la partecipazione delle scuole dimostra che il ruolo del difensore civico sta diventando più conosciuto anche tra i giovani.


I ragazzi al centro delle istituzioni

Il percorso affronterà questioni di attualità come la tutela dei diritti, l’inclusione, il contrasto alle discriminazioni, la trasparenza e la prevenzione della corruzione. L’obiettivo è fornire agli studenti strumenti per comprendere meglio i meccanismi della cittadinanza e le possibilità di tutela a disposizione delle persone.

Civita Di Russo, vice capo di gabinetto vicaria del presidente della Regione Lazio, ha sottolineato che le nuove generazioni non devono essere considerate soltanto una prospettiva futura. “I giovani sono non solo il nostro futuro ma anche il nostro presente”, ha affermato, riconoscendo a Fardelli il merito di aver dato impulso a un’iniziativa capace di coinvolgere anche i difensori civici di altri Paesi in un appuntamento organizzato in Italia.


Dalla scuola nasce una rete

Chiara Simoncini, intervenuta in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, ha auspicato che il progetto possa radicarsi sempre di più negli istituti. Secondo la dirigente, creatività e capacità critica degli studenti devono occupare un posto centrale, perché possono contribuire a leggere i problemi della società e a individuare risposte nuove.

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Eleonora Zazza, presidente del Corecom Lazio, ha invece evidenziato la funzione di collegamento svolta dalle istituzioni. Una presenza più vicina ai cittadini, ha spiegato, riduce le distanze e aiuta i ragazzi a comprendere il legame tra diritti, doveri e responsabilità collettive.


Il premio dedicato a Caterina

A completare le attività sarà la seconda edizione del Premio “Caterina Sparagna”, dedicato alla studentessa scomparsa prematuramente. Gli studenti potranno partecipare singolarmente o in gruppo presentando testi, filmati, interviste ai cittadini oppure lavori grafici e pittorici sui temi della cittadinanza attiva e della difesa civica.

Chiara Consalvi, dirigente scolastica e madre di Caterina Sparagna, ha spiegato che il concorso consente di affrontare l’educazione civica oltre la dimensione dei libri. Il progetto, ha aggiunto, mantiene vivi i valori in cui la figlia credeva e rappresenta un modo concreto per custodirne la memoria.

All’incontro hanno preso parte anche Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, con un video messaggio, Luisa Piacentini, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Tiziana Iannarelli, giornalista e volto di riferimento dell’iniziativa, Fabio Tagliaferri, presidente di Arte lavoro e servizi, Cosimo Gesì dell’Agenzia Italiana per la Gioventù e Gaetano Orticelli, che ha coordinato i lavori. Era presente inoltre la presidente del Corecom Lazio Eleonora Zazza.

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