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Cronaca 2 min di lettura15 ott

15 milioni di usati e un effetto inatteso sulla CO₂

Nel 2025 le compravendite sulla piattaforma hanno generato un potenziale risparmio di 518mila tonnellate di CO₂, secondo il rapporto realizzato con Vayuu.

La vendita di oltre 15 milioni di oggetti usati nel 2025 potrebbe aver evitato l’emissione di circa 518mila tonnellate di CO₂. È una quantità paragonabile a quella assorbita in dodici mesi da più di 23 milioni di alberi, alle emissioni prodotte da 2,6 milioni di viaggi aerei di andata e ritorno tra Milano e Roma oppure all’elettricità consumata in un anno da circa 577mila famiglie.

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Il riuso riduce produzione e sprechi

La stima nasce dal cosiddetto effetto sostitutivo: quando un acquirente sceglie un prodotto già utilizzato, in alcuni casi rinuncia a comprarne uno nuovo. In questo modo si può prolungare l’esistenza del bene e rimandare il momento in cui finirà tra i rifiuti, evitando al tempo stesso parte delle emissioni legate a materie prime, lavorazioni, trasporto e distribuzione.

L’analisi attribuisce a ogni transazione un risparmio medio potenziale di 33,6 chilogrammi di CO₂. Il dato è stato elaborato da Vayuu, società tecnologica specializzata nella misurazione e nella riduzione dell’impatto climatico, sulla base delle risposte degli utenti: il 56% afferma infatti che l’acquisto di seconda mano sostituisce quello del corrispondente articolo nuovo.


Anche ricambi e accessori pesano

Per la prima volta il rapporto ha incluso anche accessori e ricambi destinati ad auto e moto. Nel corso dell’anno ne sono stati venduti 1,75 milioni, con un beneficio medio stimato in quasi 8 chilogrammi di CO₂ per pezzo.

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Nel complesso, questa categoria avrebbe consentito di evitare potenzialmente più di 13mila tonnellate di emissioni, un valore equivalente al consumo annuale di energia elettrica di 15mila famiglie. Il risultato si inserisce nel rafforzamento della sezione Subito Motori, sempre più orientata alla mobilità e al comparto automobilistico.


La sostenibilità entra nel bilancio familiare

Giuseppe Pasceri, amministratore delegato di Subito, ha sottolineato che la sostenibilità oggi deve essere valutata insieme agli aspetti economici e sociali. A suo giudizio, il mercato dell’usato non rappresenta una rinuncia, ma un diverso criterio di scelta capace di distribuire valore anche a livello locale.

“Per il 59% di chi acquista, la second hand offre un aiuto concreto al bilancio familiare”, ha affermato Pasceri, aggiungendo che ora questo modello può essere valutato anche attraverso dati sull’impatto ambientale. Le equivalenze riportate nel rapporto sono state calcolate utilizzando specifici fattori di conversione.

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