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Tito Cortese è morto a 93 anni a Roma

Il giornalista veneziano ha lavorato tra corrispondenze estere, tutela dei consumatori e direzione di un quotidiano palermitano.

Tito Cortese è morto a Roma il 5 novembre 2026, all’età di 93 anni. Nato a Venezia il 3 gennaio 1933, ha attraversato decenni di giornalismo italiano con incarichi nelle corrispondenze estere, nella televisione pubblica e alla guida di un quotidiano palermitano.

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Il lavoro per i consumatori

Una parte rilevante della sua carriera è stata dedicata ai problemi concreti delle famiglie. Durante l’esperienza nella televisione pubblica ha ideato “Di tasca nostra”, programma che ha portato in primo piano consumi, truffe e tutela dei cittadini.

Il giornalista ha affrontato i rapporti tra aziende e consumatori con un taglio diretto, indicando alle persone come difendere i propri diritti e gestire con maggiore consapevolezza le spese. Quel lavoro ha dato alla televisione di servizio pubblico una funzione vicina alla vita quotidiana.


Dalle capitali europee a Palermo

Cortese ha lavorato anche da Bonn e Bruxelles, raccontando l’evoluzione dell’Europa e gli avvenimenti internazionali. Le sue corrispondenze si sono contraddistinte per precisione, rigore e attenzione ai cambiamenti politici del continente.

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Nel 1988 ha assunto la direzione di uno storico quotidiano palermitano, incarico mantenuto fino al 1991. In quegli anni ha chiesto ai cronisti di seguire da vicino i fatti, cercare la verità sul campo e non arretrare davanti alle minacce della mafia.


Una lunga carriera giornalistica

La sua attività ha unito informazione internazionale, giornalismo televisivo e difesa dei consumatori. Cortese è stato ricordato come un professionista integro, capace di affrontare temi complessi con un linguaggio comprensibile e senza rinunciare alla trasparenza.

Con la sua morte, il giornalismo italiano perde una figura legata alla stagione delle grandi corrispondenze e dell’informazione di servizio. Tito Cortese lascia il ricordo di una carriera iniziata nelle redazioni e proseguita tra Europa, televisione e stampa siciliana.

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