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Rino Foschi assolto a Roma nel processo per diffamazione

Il giudice ha escluso il reato per le dichiarazioni sull’esclusione del Palermo dai playoff nel 2019.

Il Tribunale di Roma ha assolto Rino Foschi dall’accusa di diffamazione ai danni di Mauro Balata. La sentenza è arrivata giovedì 5 novembre dalla V Sezione penale, presieduta dalla giudice Elena Scozzarella, con la formula «perché il fatto non costituisce reato».

Secondo Mattia Grassani, uno dei legali dell’ex direttore sportivo del Palermo, il processo ha riconosciuto la fondatezza delle parole pronunciate da Foschi. «È stata fatta giustizia ed è stato accertato che Rino Foschi, nell’intervista, disse la verità e solo la verità», ha commentato l’avvocato.

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L’intervista finita sotto accusa

Il procedimento era nato da un’intervista rilasciata da Foschi a Radio Kiss Kiss il 25 febbraio 2021. L’ex dirigente aveva criticato le decisioni prese nel maggio 2019 dal Consiglio direttivo della Lega Serie B, allora guidato da Mauro Balata.

Al centro delle contestazioni c’era il passaggio nel quale Foschi aveva accusato il presidente della Lega di avere contribuito, insieme a nove società, a spingere il Palermo verso la Serie C. La difesa, rappresentata dagli avvocati Mattia Grassani e Claudio Colletti del Foro di Bologna, ha sostenuto che quelle parole rientrassero nel diritto di critica su una vicenda di interesse pubblico.


Il caso sportivo del Palermo

La disputa riguardava l’applicazione immediata della decisione di primo grado del Tribunale federale sportivo, che aveva collocato il Palermo all’ultimo posto della classifica. La Lega Serie B aveva agito senza attendere il giudizio d’appello davanti alla Corte federale della Figc.

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Quella scelta aveva escluso il Palermo dai playoff e cancellato i playout tra Foggia e Salernitana. In seguito, gli organi della giustizia amministrativa e sportiva hanno annullato e revocato quei provvedimenti.

Balata, assistito dall’avvocato Massimo Bevere, si era costituito parte civile sostenendo che le dichiarazioni avessero danneggiato la sua reputazione. Aveva inoltre chiesto una provvisionale da 20.000 euro e il rimborso di 6.000 euro per le spese legali.

Con la decisione del Tribunale di Roma, arrivata dopo oltre cinque anni, il procedimento penale si è concluso con il riconoscimento dell’assenza del reato contestato a Foschi.

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