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Calcio 1 min di lettura58 min fa

Lazio, De Cosmi: Gattuso ricorda il gioco di Pioli

L’allenatore ha parlato anche della protesta dei tifosi e dei cambiamenti tecnici che stanno condizionando l’Atalanta

Roberto De Cosmi ha accostato l’attuale Lazio di Gennaro Gattuso alla squadra allenata da Stefano Pioli, definendola propositiva e concreta. L’allenatore è intervenuto a Maracanà, programma pomeridiano di TMW Radio.

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Il confronto con Pioli

Secondo De Cosmi, il paragone con la Lazio di Zdeněk Zeman non sarebbe il più adatto. L’ex tecnico ha descritto una formazione schierata con il 4-3-3, capace di cambiare soluzioni durante la partita e più attenta all’equilibrio rispetto a quella zemaniana.

"Di sicuro ora la Lazio esprime un calcio propositivo e pratico. Mi ricorda più quella di Pioli", ha spiegato De Cosmi durante l’intervento radiofonico. A suo giudizio, i risultati positivi stanno dando ulteriore energia alla squadra, ma il rendimento attuale dipende soprattutto da principi di gioco differenti.


La protesta del pubblico

Nel corso della trasmissione si è parlato anche del rapporto tra la squadra e i sostenitori, con la contestazione dei tifosi che prosegue. De Cosmi ha osservato che il pubblico può incidere sull’andamento di una partita e sugli equilibri interni a un gruppo professionistico.

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"Serve che il pubblico si avvicini", ha detto, indicando nel buon senso la possibile base per ridurre la distanza tra la tifoseria e la squadra. Per l’allenatore, ricomporre la situazione non è semplice e richiede un passo da entrambe le parti.


I cambiamenti dell’Atalanta

De Cosmi ha espresso dubbi anche sul momento dell’Atalanta, alle prese con una trasformazione dei propri riferimenti tattici. Il passaggio a idee diverse, ha spiegato, impone ai calciatori un periodo di adattamento che può creare difficoltà, soprattutto quando una squadra è abituata da tempo a giocare in un certo modo.

Nel giudizio dell’allenatore, gli infortuni hanno aggravato le complicazioni già legate al cambiamento. La combinazione tra assenze e nuove richieste tecniche avrebbe quindi reso più delicata la fase attraversata dalla formazione bergamasca.

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