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Calcio 3 min di lettura1 ora fa

Figurine Panini, all’AIC la quota scende dal 50% al 25%

La quota riconosciuta dalla Lega Serie A è scesa dal 50% al 25% con l’accordo valido fino al 2030

La gestione delle figurine dei calciatori ha prodotto 31,6 milioni di euro di utili per AIC Service in dieci anni. Nel frattempo, la parte riconosciuta all’Associazione Italiana Calciatori dalla Lega Serie A è diminuita dal 50% al 25%.

Umberto Calcagno ha escluso conseguenze sui servizi offerti agli iscritti. «In questi anni siamo riusciti a mantenere una situazione equilibrata dal punto di vista finanziario, per cui il calo non inciderà sui servizi. E comunque stiamo già cercando nuove fonti di ricavo», ha detto il presidente dell’AIC.

Calcagno ha ricordato che l’associazione garantisce consulenza, assistenza legale gratuita e formazione ai calciatori. «A tutti i calciatori, quando si iscrivono, ricordiamo che cedono il diritto collettivo per sostenere l’associazione, i servizi di consulenza, l’assistenza legale gratuita, i corsi di formazione. E tutto il gruppo dirigenziale, me compreso, ha gli stessi compensi lordi del 2011».

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La quota ridotta per l’AIC

Il cambiamento è arrivato con il nuovo accordo siglato nel 2024 tra Lega Serie A e Panini. I club hanno assunto direttamente la raccolta delle firme dei giocatori e oggi rappresentano circa l’80% degli atleti del campionato. Nell’intesa è compresa anche la sponsorizzazione del premio al miglior giocatore della partita.

In precedenza, l’AIC non era stata coinvolta e il suo marchio non compariva nell’album 2024-25. Dopo un lungo confronto, accompagnato anche da controversie giudiziarie, le parti hanno raggiunto un’intesa valida fino al 2030: all’associazione spetta il 25% degli incassi delle figurine, contro il 50% precedente. La quota annuale è così passata da 6,25 a 2,75 milioni di euro.


I conti di AIC Service

AIC Service è la società controllata interamente dall’associazione e opera dal 1998 nella gestione delle attività commerciali. L’AIC mantiene invece le funzioni istituzionali. Nel 2012 i club di Serie A sono entrati nel settore delle figurine, con una ripartizione paritaria degli introiti che in alcuni esercizi ha raggiunto 12,5 milioni di euro complessivi.

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Il fatturato della società è salito dai 5,4 milioni del 2010 agli 11,4 milioni del 2022. In quell’anno la metà spettante all’AIC valeva 6,25 milioni. Tra le altre entrate figurano i diritti d’immagine ceduti a FifPro per i videogiochi; nel 2025 il 28% delle entrate è arrivato da attività internazionali.


Patrimonio e costi nel 2025

L’ultimo rendiconto indica 10,7 milioni di euro di entrate, una cifra che comprende di fatto due stagioni dopo la soluzione del contenzioso con la Lega. A fronte di uscite per 5,1 milioni, il risultato positivo è stato vicino ai 4 milioni.

AIC Service ha distribuito all’associazione il 70% degli utili attraverso dividendi. Al 31 dicembre 2025 il patrimonio netto ammontava a 17,5 milioni, senza debiti bancari; la disponibilità liquida era pari a 5,7 milioni. Il patrimonio comprendeva inoltre 8,6 milioni collocati in titoli di Stato e obbligazioni, oltre a 3,1 milioni in beni e strutture aziendali, tra cui la sede principale di Vicenza, un immobile della vecchia sede e l’ufficio romano di via Monteverdi.

Nel confronto con il 2011, nel 2025 le spese per i servizi sono cresciute da 2,4 a 3,2 milioni, mentre quelle per il personale sono aumentate da 840mila euro a 1,1 milioni. Anche gli emolumenti degli amministratori hanno registrato un incremento, arrivando a 684mila euro dai precedenti 420mila.

Le consulenze legali sostenute dall’AIC sono costate 801mila euro nel 2025, rispetto ai 657mila dell’anno precedente. Considerando l’IVA non recuperabile per le attività istituzionali, l’esborso netto è stato di circa 650mila euro e ha coinvolto 21 professionisti.

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