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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Fabregas incanta, Allegri, Sarri e Spalletti in affanno

Il Como ha travolto il Lens in Champions mentre i tre tecnici italiani affrontano dubbi sul piano tattico

Il Como di Cesc Fabregas ha battuto 9-1 il Lens in Champions League, mentre nella stessa serata il Napoli ha perso a Porto. Il confronto ha riacceso le discussioni sulle difficoltà di Massimiliano Allegri, Maurizio Sarri e Luciano Spalletti.

I tre allenatori hanno conquistato complessivamente otto scudetti, l’ultimo dei quali è arrivato appena tre anni fa con il Napoli di Spalletti. Secondo l’analisi di Maurizio Crosetti, oggi il loro calcio sembra però meno attuale rispetto a quello proposto dal Como.

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Il paragone con Fabregas

Il tecnico spagnolo è diventato il riferimento positivo del confronto grazie al gioco espresso dalla squadra lariana. Crosetti osserva che Allegri, Sarri e Spalletti vengono raccontati ormai più per la loro personalità e per il passato che per ciò che riescono a produrre sul campo.

“Il tempo invecchia in fretta, la polvere si posa sui trofei e li opacizza”, ha scritto il giornalista. La tesi è che il calcio si sia trasformato più rapidamente dei tre allenatori, facendo emergere limiti tattici prima nascosti dall’esperienza e dalle intuizioni.


Allegri e i problemi in panchina

Allegri è indicato come quello maggiormente in difficoltà, anche per il momento vissuto all’Atalanta. Il suo sistema, basato sulla gestione delle situazioni e sulla libertà lasciata agli attaccanti negli ultimi metri, sembra soffrire le difese alte e organizzate.

Nel commento viene ricordato anche il periodo successivo alla Coppa Italia vinta con la Juventus, quando il tecnico ha lasciato il club dopo tensioni con parte della dirigenza. La sua capacità di affrontare le emergenze, secondo l’analisi, non è bastata a trovare una via d’uscita dalle difficoltà più recenti.

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Sarri e il calcio delle consegne

Sarri, che all’Atalanta appare al sicuro soltanto fino a Natale, viene accostato a un modello fondato sul posizionamento e sull’esecuzione rigorosa dei compiti. Il problema, osserva Crosetti, è che il calcio attuale richiede una capacità di adattamento costante.

Il termine “sarrismo”, nato per definire la sua idea di gioco, è diventato il simbolo di una stagione tecnica che oggi sembra appartenere al passato. Il tecnico resta l’unico ad aver trasformato il proprio cognome in un sostantivo legato al calcio.


Spalletti cerca una risposta

Spalletti ha trovato un po’ di respiro grazie al successo per 2-0 contro il Napoli. Il suo momento resta però segnato anche dalla reazione avuta con Cabal durante la partita contro l’AZ Alkmaar, quando il tecnico ha minacciato un pugno in una scena trasmessa in diretta.

“Il calcio di Spalletti pretende assoluta dedizione atletica”, ha scritto Crosetti, spiegando che il suo metodo richiede lavoro quotidiano e applicazione continua. L’esperienza in Nazionale non gli avrebbe lasciato tempo sufficiente, mentre la sua permanenza alla Juventus si sta prolungando senza produrre la svolta attesa.

Tre anni fa Sarri ha chiuso il campionato al secondo posto con la Lazio e Spalletti ha vinto lo scudetto con il Napoli. Allegri, Sarri e Spalletti non sono quindi privi di risultati recenti, ma oggi faticano a essere considerati il riferimento più avanzato del calcio italiano.

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