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Calcio 2 min di lettura52 min fa

È morto Gianpietro Marchetti, ex terzino della Juventus

Aveva giocato 102 partite con i bianconeri e, da dirigente, aveva accompagnato il Piacenza dalla C1 alla Serie A.

Gianpietro Marchetti è morto a 78 anni. L’ex terzino della Juventus è stato uno dei protagonisti della squadra bianconera negli anni Settanta.

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Il legame con il Piacenza

Nato a Rudiano, nel Bresciano, Marchetti si sentiva piacentino d’adozione. Da dirigente sportivo ha costruito una parte significativa della sua seconda carriera, guidando il Piacenza dalla C1 fino alla Serie A.

La squadra del presidente Leonardo Garilli e dell’allenatore Gigi Cagni si è distinta anche per una scelta precisa: nella rosa trovavano spazio soltanto calciatori italiani. Marchetti ha contribuito a trasformare quel progetto in una formazione competitiva ai massimi livelli.


Le stagioni in bianconero

Marchetti è arrivato alla Juventus nel 1969, dopo la parentesi al Lecco e la crescita nel settore giovanile dell’Atalanta. Con i bianconeri ha collezionato 102 presenze e segnato sei gol, conquistando due scudetti nelle stagioni 1971-72 e 1972-73 sotto la guida di Čestmir Vycpálek.

In campo era un terzino sinistro capace di percorrere tutta la fascia, unendo attenzione difensiva e spinta offensiva. All’occorrenza ha ricoperto anche il ruolo di libero e di centrocampista, prima dell’affermazione definitiva di Gaetano Scirea.

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La finale contro l’Ajax

Nel 1973 la Juventus ha raggiunto la finale di Coppa dei Campioni, persa 1-0 a Belgrado contro l’Ajax. La rete decisiva è arrivata di testa con Johnny Rep, mentre i bianconeri hanno affrontato gli olandesi schierando Anastasi, Altafini e Bettega in attacco.

Marchetti, impiegato sulla fascia destra in quella partita, è stato tra i migliori della Juventus. Il suo stile si è distinto per velocità, dinamismo e precisione nei cross, qualità che lo hanno reso parte del trio difensivo ricordato dai tifosi insieme a Dino Zoff e Sandro Spinosi.

Dopo l’esperienza torinese è tornato all’Atalanta e ha concluso la carriera con il Catanzaro. Alla Juventus ha lasciato il ricordo di un difensore elegante e versatile, capace di interpretare il ruolo con grande continuità.

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