Di Canio: alla Juventus manca ancora qualcosa davanti
L’ex attaccante analizza il 2-2 di Firenze e segnala limiti offensivi e dubbi sulle decisioni arbitrali
La Juventus ha pareggiato 2-2 al Franchi contro la Fiorentina. Paolo Di Canio ha giudicato ancora incompleta la prestazione dei bianconeri, soprattutto nelle scelte effettuate negli ultimi metri.
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Le difficoltà negli ultimi metri
Dagli studi di Sky Sport, l’ex attaccante ha osservato che la squadra ha ritrovato equilibrio e distanze più corrette dopo due partite complicate. Secondo Di Canio, però, la Juventus continua a sprecare numerose situazioni favorevoli: arriva spesso vicino alla porta, ma conclude con un passaggio o un tiro poco efficace.
«Manca sempre qualcosina. È un difetto strutturale dallo scorso anno», ha detto Di Canio parlando del livello richiesto a una squadra come la Juventus. Il riferimento, ha chiarito, non riguarda soltanto la possibilità di raggiungere il quarto o il quinto posto, ma la capacità di competere ai livelli più alti, anche con giocatori come Yildiz.
L’ex attaccante ha contato diverse azioni in superiorità numerica, con tre o quattro juventini contro altrettanti avversari, senza una produzione offensiva adeguata. La sua analisi ha quindi distinto il miglioramento dell’assetto tattico dalla qualità delle decisioni prese negli ultimi sedici metri.
I dubbi sui gol contestati
Di Canio ha parlato anche degli episodi arbitrali del match. Sul gol di Bremer ha ritenuto comprensibile il dubbio: il braccio del difensore, a suo giudizio, era molto vicino al corpo e il pallone poteva essere stato colpito nella zona tra spalla e parte alta del braccio. L’eventuale annullamento, ha spiegato, non sarebbe stato scandaloso.
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Anche il tocco di Joao Mario ha lasciato aperta la discussione. Il giocatore, secondo Di Canio, ha cercato di intercettare il pallone con il braccio largo e, se l’arbitro avesse assegnato il rigore, la decisione sarebbe stata coerente con il regolamento per la negligenza mostrata. L’ex attaccante ha aggiunto che il direttore di gara avrebbe potuto essere invitato a rivedere l’azione al monitor.
Il comportamento di Bremer
Un altro rilievo ha riguardato la reazione di Bremer, apparso incerto sull’eventuale convalida della rete mentre veniva ripreso dalle telecamere. Di Canio ha collegato quell’atteggiamento al ruolo del difensore brasiliano, che è anche capitano della Juventus.
«Esulta, poi se te lo tolgono va bene: non hai fatto una vigliaccata», ha commentato, sostenendo che il giocatore avrebbe potuto festeggiare senza preoccuparsi dell’eventuale revisione dell’azione. Per Di Canio, proprio questa esitazione conferma le difficoltà di una squadra che, pur avendo creato molte occasioni, ha raccolto poco sul piano della concretezza.
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