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Calcio 2 min di lettura45 min fa

Costinha accusa l’Atalanta: saltò l’Inter dei tre trofei

L’ex centrocampista racconta il mancato trasferimento del 2009 e ricorda gli interessamenti di Mourinho e Conte

Costinha ha raccontato che nel 2009 l’Atalanta bloccò il suo trasferimento all’Inter, nonostante l’accordo raggiunto con José Mourinho. Il centrocampista portoghese ha collegato quella mancata operazione alla possibilità di conquistare con i nerazzurri i tre trofei della stagione 2009-2010.

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L’accordo con Mourinho

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Costinha ha spiegato che a Bergamo non trovava spazio e trascorreva le domeniche in tribuna. Mourinho, che lo conosceva dai tempi del Porto, lo considerava un elemento utile per lo spogliatoio dell’Inter.

Il trasferimento avrebbe dovuto concretizzarsi attraverso uno scambio con Olivier Dacourt. Secondo il racconto dell’ex centrocampista, però, l’Atalanta fece saltare l’intesa all’ultimo momento, lasciandolo senza prospettive sportive nonostante l’interesse del tecnico portoghese.

«Purtroppo, due dirigenti che erano ancora lì decidevano e mi hanno fatto vivere una vita infernale», ha dichiarato Costinha ricordando il periodo vissuto a Bergamo.


Anche Conte lo aveva cercato

Il portoghese ha aggiunto che pure Antonio Conte aveva manifestato la volontà di ingaggiarlo. L’allenatore gli avrebbe spiegato che avrebbe avuto un ruolo importante, ma anche quel tentativo non arrivò a compimento per le decisioni dei dirigenti dell’Atalanta.

Costinha ha riferito di essersi recato comunque ad Appiano Gentile per assistere agli allenamenti di Mourinho. A Bergamo, secondo la sua ricostruzione, si allenava da solo e in orari diversi rispetto al resto della squadra.

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Il giudizio sul Porto

Nel corso dell’intervista, l’ex giocatore ha parlato anche del Porto, avversario del Napoli. Ha descritto la squadra come aggressiva e orientata al possesso, sottolineando il lavoro di Francesco Farioli, tecnico che conosce personalmente e che considera moderno e molto meticoloso.

Costinha ha elogiato anche il reparto offensivo portoghese. André Silva, Samu, Pepê e Gabri Veiga sono stati indicati come giocatori capaci di creare pericoli alla difesa del Napoli.


Il ricordo di Bergamo

L’esperienza italiana era iniziata con grandi aspettative: Costinha sognava di giocare in Serie A e aveva accettato l’Atalanta pur essendo vicecapitano dell’Atlético. Gian Piero Delneri, che lo aveva già allenato al Porto per un breve periodo, aveva contribuito alla scelta.

Dopo la prima partita, un infortunio cambiò il suo percorso. Il centrocampista ha raccontato di non essere più stato considerato dalla società, pur conservando un ricordo positivo della città, dei tifosi e dei compagni, con alcuni dei quali mantiene ancora oggi un gruppo WhatsApp.

«Sono triste di non aver potuto dare il mio contributo per colpa di due incompetenti», ha concluso Costinha, tornando sulla mancata esperienza all’Inter.

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