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Calcio 2 min di lettura56 min fa

All’Atalanta saltò il trasferimento di Costinha verso l’Inter

L’ex centrocampista racconta il mancato scambio con Dacourt nel 2009 e il rapporto con Mourinho.

Nel 2009 Costinha avrebbe dovuto lasciare l’Atalanta per trasferirsi all’Inter, ma il club bergamasco fermò l’operazione. L’ex centrocampista portoghese ha raccontato che José Mourinho lo considerava utile per la squadra destinata a vincere il Triplete.

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Il passaggio bloccato

Costinha ha spiegato che l’accordo prevedeva uno scambio con Olivier Dacourt. A Bergamo non trovava spazio, si allenava spesso separatamente e trascorreva le partite in tribuna; per questo aveva accettato l’idea di raggiungere Mourinho a Milano.

Secondo il suo racconto, due dirigenti dell’Atalanta impedirono però la partenza. L’ex giocatore ritiene che il suo eventuale rendimento all’Inter avrebbe potuto mettere in discussione le decisioni prese nei suoi confronti dal club bergamasco.

Mourinho reagì con incredulità quando seppe che il trasferimento era saltato. Costinha, pur restando formalmente all’Atalanta, andava ad Appiano Gentile per assistere agli allenamenti dell’allenatore portoghese: «Mi chiamò dicendomi che era assurdo», ha ricordato nell’intervista.


L’esperienza difficile a Bergamo

L’arrivo in Italia era stato inseguito a lungo. Costinha considerava la Serie A un obiettivo personale e aveva scelto l’Atalanta nonostante il ruolo da vicecapitano all’Atlético, anche perché Delneri lo conosceva dai tempi del Porto.

Dopo la prima partita, però, un infortunio cambiò il suo percorso. Il centrocampista sostiene di essere stato progressivamente escluso dagli allenamenti con il gruppo e di aver poi avviato una causa contro la società.

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Anche l’arrivo di Antonio Conte non modificò la situazione. Costinha ha riferito che l’allenatore gli aveva prospettato un ruolo significativo, salvo poi scoprire di non poter intervenire sulle decisioni dei dirigenti che continuavano a occuparsi del suo caso.


Dal Porto a Farioli

L’intervista è nata anche in vista della gara tra Porto e Napoli, in programma il 4 novembre. Costinha ha descritto la squadra portoghese come offensiva e disposta a costruire l’azione senza rinunciare al possesso.

L’ex centrocampista ha parlato positivamente di Francesco Farioli, tecnico del Porto, definendolo «Moderno, stakanovista, maniacale». A suo giudizio, l’allenatore ha conquistato rapidamente l’ambiente e può costruire una carriera di alto livello.

Il paragone con Mourinho, però, resta per Costinha fuori portata. Ha ricordato il lavoro svolto dall’allenatore ai tempi del Porto, quando preparava con attenzione anche gli aspetti psicologici e i comportamenti da adottare contro ogni avversario.

Costinha ha inoltre ricordato il legame con gli ex compagni dell’Atalanta. Con Doni, Floccari, Talamonti e gli altri mantiene ancora un gruppo su WhatsApp, nonostante il ricordo amaro della sua esperienza professionale a Bergamo.

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