Calcio italiano, le dinastie che hanno segnato la Serie A
Da Juventus e Torino a Inter e Milan, i cicli dominanti hanno prodotto titoli, innovazioni e tragedie
La Serie A ha conosciuto diverse epoche di dominio, costruite da squadre capaci di imporsi per anni in Italia e in Europa. Prima del campionato nazionale unificato, Genoa e Pro Vercelli avevano già rappresentato i principali riferimenti del calcio italiano.
GioiaPura
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La prima Juventus e il Torino
Tra il 1930 e il 1935 la Juventus conquistò cinque campionati consecutivi. L’allenatore Carlo Carcano impose una preparazione rigorosa e un sistema ordinato, destinato a influenzare anche la Nazionale italiana. La società poteva contare sulle risorse della famiglia Agnelli, legata alla proprietà della Fiat, mentre diversi elementi della rosa bianconera formarono l’ossatura della squadra che vinse il Mondiale del 1934 in Italia.
Negli anni Quaranta il Torino costruì un’altra formazione dominante, arrivando a conquistare cinque titoli di Serie A. Il suo calcio offensivo anticipava alcuni principi che sarebbero stati associati, decenni dopo, al calcio totale dei Paesi Bassi. L’incidente aereo di Superga, nel maggio 1949, provocò la morte dell’intera squadra e interruppe bruscamente quel ciclo.
Il Torino non riuscì più a mantenere la stessa posizione nel campionato italiano quando, nel 1955, venne istituita la Coppa dei Campioni. Senza la tragedia di Superga, la squadra avrebbe potuto puntare anche a una lunga affermazione internazionale.
Il dominio internazionale dell’Inter
L’Inter cambiò il proprio destino affidando la panchina a Helenio Herrera nel 1960. Sotto la sua guida arrivarono i campionati del 1962-63, 1964-65 e 1965-66, grazie a un calcio basato su difesa compatta e ripartenze rapide.
Il club milanese conquistò inoltre la Coppa dei Campioni 1963-64 senza perdere una partita e replicò il successo nella stagione seguente. Sandro Mazzola fu tra i protagonisti di quella squadra, mentre Herrera venne considerato uno dei tecnici più influenti della sua epoca, nonostante le critiche ricevute per l’impostazione prudente.
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Il Milan tra difesa e talento
Dal 1987 al 1995 il Milan si impose come una delle squadre più ammirate del calcio europeo. La solidità garantita da Franco Baresi, Paolo Maldini e Alessandro Costacurta si unì alla qualità del trio olandese formato da Ruud Gullit, Marco van Basten e Frank Rijkaard.
In sette stagioni il Milan vinse quattro campionati e, negli altri tre anni, non scese mai oltre il terzo posto. Il club conquistò due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1988-89 e nel 1989-90. Nel 1993-94 arrivò anche il successo contro la squadra dei sogni del Barcellona, dopo la sconfitta nella finale dell’edizione precedente.
La lunga serie della Juventus
Dopo il ritorno in Serie A seguito di una stagione in seconda divisione, la Juventus rimase inizialmente alle spalle delle due formazioni milanesi nella corsa al titolo. L’apertura del nuovo stadio nel 2011 coincise con un profondo rinnovamento: furono acquistati 12 giocatori e Antonio Conte venne scelto come allenatore.
Da quel momento iniziò un ciclo durato quasi tutto il decennio. La Juventus vinse nove campionati consecutivi, inaugurando la serie con Conte e proseguendola con Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri. Il dominio nazionale non ebbe però un equivalente nella Champions League, dove il club non riuscì a conquistare il trofeo.
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