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Calcio 3 min di lettura5 ore fa

Assocapp: 1,2 milioni ancora dovuti dal Fondo ai tesserati

L’associazione ha analizzato 627 posizioni e segnala richieste senza risposta sull’indennità dei calciatori

Assocapp sostiene che il Fondo di fine carriera debba ancora versare 1.205.392 euro a calciatori e allenatori. L’associazione chiede inoltre maggiore trasparenza sui conti e sulle somme accantonate.

L’Assocalciatori contesta però la ricostruzione sui ritardi. Secondo l’organizzazione, meno di dieci tesserati tra quelli informati degli importi disponibili hanno chiesto la liquidazione. Gli altri, in molti casi, attenderebbero perché non hanno ancora presentato la domanda.

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La replica dell’Assocalciatori

L’Aic afferma di spiegare regolarmente alle squadre come ottenere l’indennità, che non comporta costi per il richiedente. Tra le persone che si sono rivolte ad Assocapp, meno del 2% non avrebbe mai incassato la prestazione.

La maggior parte delle richieste riguarderebbe invece ex calciatori che hanno maturato nuovamente il diritto dopo avere intrapreso l’attività di allenatore, anche con periodi di lavoro separati. L’associazione difende inoltre la gestione del patrimonio collegato a SportInvest: gli immobili avrebbero un valore vicino a 33 milioni di euro, su un totale composto anche da circa 200 milioni investiti in titoli.

A breve è prevista la vendita di un edificio milanese valutato 18 milioni, con una plusvalenza di 1 milione. Il ricavato, secondo l’Aic, non sarà utilizzato per le spese correnti, ma reinvestito dal Fondo. Dopo l’operazione, la componente immobiliare scenderebbe a 15 milioni.


Il nodo dei diritti d’immagine

Assocapp prepara anche un intervento sui diritti d’immagine collettivi, compresi quelli utilizzati nei videogiochi e in prodotti analoghi. L’associazione ritiene poco chiari i criteri con cui questi diritti vengono ceduti e chiede agli atleti un ruolo maggiore nelle decisioni e nella distribuzione dei ricavi.

L’Aic sostiene invece che la cessione della quota collettiva sia conosciuta dai calciatori. Si tratta, spiega, soltanto di una parte del diritto d’immagine, utilizzabile quando richiama l’intera categoria, e destinata soprattutto a sostenere economicamente l’organizzazione.


I dati sulle posizioni esaminate

Assocapp ha verificato 627 pratiche. In 95 casi il Fondo avrebbe comunicato l’importo netto spettante, per un ammontare complessivo di 1.205.392 euro che, secondo l’associazione, non è stato ancora trasferito agli interessati.

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Su 612 richieste registrate, 232 non avevano ricevuto una risposta. Il direttore generale di Assocapp Andrea Ferrato ha chiesto «un sistema di accesso alle informazioni meno articolato e una maggiore reattività», criticando i tempi impiegati per rispondere a calciatori e allenatori.

Il contributo è obbligatorio e corrisponde al 7,5% della retribuzione entro un limite mensile di poco superiore a 730 euro. Il 6,25% viene pagato dalla società, mentre l’1,25% resta a carico del tesserato.


Bilanci e regole per la liquidazione

Per ottenere la somma al termine della carriera occorre presentare una richiesta. Assocapp ritiene che molti iscritti non siano informati a sufficienza su questo passaggio. Lo statuto indica un termine di due mesi per il pagamento, dopo il controllo dei requisiti e dei documenti.

Nel rendiconto chiuso al 30 giugno 2025 il Fondo ha riportato 185,64 milioni di euro in contributi ancora da distribuire. La cifra comprende anche gli accantonamenti riferiti a chi è tuttora impegnato come giocatore o allenatore, mentre non chiarisce quanti ex tesserati abbiano già presentato domanda.

In 211 risposte su 380, il Fondo ha respinto la richiesta di consultare i bilanci completi. Le regole prevedono che i conti e la relazione del Collegio sindacale siano inviati a Figc, Leghe, Aic e Aiac.

Le due associazioni di categoria indicano quattro dei sei consiglieri, incluso il presidente nominato dalla Figc su loro designazione. Sul diritto di accesso è nato anche un contenzioso con l’ex portiere Emiliano Viviano, che ha chiesto i rendiconti relativi agli anni della sua attività: il Fondo si è opposto al decreto ingiuntivo ottenuto dal calciatore.

L’Aic aggiunge che il bilancio 2025/2026 dovrebbe chiudersi con un avanzo di gestione di 1,7 milioni di euro. Più dell’80% degli avanzi, secondo la stessa associazione, viene distribuito agli iscritti.

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