Amatucci conquista la Liga e punta alla Nazionale
Il centrocampista toscano, 22 anni, è titolare nel Deportivo dopo tre prestiti e una lunga gavetta
Lorenzo Amatucci è entrato nel radar di Roberto Mancini grazie al rendimento con il Deportivo, protagonista di un buon avvio in Liga.
GioiaPura
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Tra dolore, studio e azzurro
Il centrocampista toscano ha affrontato nel 2024 la perdita della madre, scomparsa a 51 anni dopo una malattia. La famiglia, il calcio e l’università lo hanno aiutato a reagire a un momento molto difficile.
Amatucci studia psicologia seguendo le lezioni a distanza e sostenendo gli esami. Il suo interesse riguarda il comportamento, i pensieri e i rapporti tra le persone. Dopo una sola presenza con l’Under 21, non è stato più convocato, ma conserva l’obiettivo della Nazionale: con l’Under 19 ha vinto l’Europeo.
Il legame con Kayode e Favasuli
Il rapporto con i compagni cresciuti insieme nel convitto della Fiorentina è ancora vivo. Nel gruppo dei nati nel 2004 ci sono anche Favasuli e Kayode, con cui continua a sentirsi attraverso una chat comune.
L’esordio in prima squadra arrivò a San Siro, quando Vincenzo Italiano lo mandò in campo con la Fiorentina già sotto 4-0. Dopo un’altra apparizione, nel gennaio successivo iniziò l’esperienza alla Ternana. In seguito lavorò durante la preparazione con Palladino, prima di trasferirsi alla Salernitana; l’estate seguente approdò al Las Palmas senza partecipare al ritiro con Pioli.
Dalla Fiorentina alla Liga
Nato ad Arezzo e cresciuto a Subbiano, Amatucci cominciò a giocare a 4 anni e mezzo nella squadra del paese. A 9 anni e mezzo scelse la Fiorentina, preferita a Empoli e Siena, affrontando per anni i trasferimenti verso Firenze con l’aiuto della madre e dei pulmini societari.
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Il club viola lo ha mandato in prestito per tre stagioni, prima a Terni, poi a Salerno e infine alle Canarie. Nell’ultima annata in Segunda Division ha convinto il Deportivo, che si è conteso fino alla fine la promozione e lo ha poi acquistato durante l’estate.
Il regista del Deportivo
A La Coruña Amatucci ha trovato continuità. Nella stagione precedente aveva iniziato 38 partite di campionato, aggiungendo due ingressi dalla panchina; nelle prime 11 giornate di Liga ha invece raccolto 8 presenze dal primo minuto e una da subentrato, nonostante un problema fisico di lieve entità.
Il suo rendimento lo ha reso una presenza stabile nel centrocampo del Deportivo. Agisce da regista, abbina qualità tecnica e posizione, chiede spesso il pallone e mostra personalità nella gestione del gioco.
La passione per il calcio spagnolo
Il trasferimento alle Canarie era legato anche al suo interesse di lunga data per il calcio spagnolo. Amatucci ha sempre seguito la Liga e ha lavorato per arrivarci dopo anni trascorsi lontano dalla Fiorentina.
La convocazione azzurra avrebbe potuto arrivare già nella precedente pausa internazionale, ma un piccolo acciacco e le scelte tecniche lo hanno tenuto fuori. Il centrocampista ha continuato ad allenarsi con la convinzione che il lavoro, prima o poi, possa portare alla chiamata della Nazionale.
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